Nella mappa del degrado 50 aree a rischio In strada i nuovi «volontari per la sicurezza»

ESERCITO Servono circa 50 o 60 soldati in più per estendere i controlli anche a zone «calde» e periferiche

Nella mappa del degrado 50 aree a rischio In strada i nuovi «volontari per la sicurezza»

Sono più di 50 le aree critiche della città. È la «mappa del degrado» che è stata compilata dal Comune con le segnalazioni arrivate a militari, forze dell’ordine, polizia municipale e volontari per la sicurezza: 300 uomini in tutto che vigilano sulla Milano degradata e insicura.
A queste zone, già presidiate, possono essere aggiunte altre dieci aree che per il vicesindaco di Milano dovrebbero essere coperte dalle pattuglie miste di esercito e forze dell’ordine: Riccardo De Corato ha chiesto per Milano almeno 50-60 soldati dei 1.250 che dovrebbero aggiungersi a quelli già schierati da un anno nelle strade delle città. In questo caso, i controlli verrebbero estesi a zone come piazza Prealpi, Certosa, la stazione Fs ex scalo Romana (piazzale Lodi, via Scheiwiller, Gonzales, Longanesi), l’Ortomercato, Vaiano Valle-San Dionigi, il parco Lambro e della Martesana, via Gola/Navigli.
Inoltre stanno scaldando i motori i «volontari per la sicurezza», le ex cosiddette ronde. Milano ha fatto da apripista con l’associazione Poliziotti italiani, da oltre un anno operativi in otto aree critiche. Sarà fermato il 26 luglio, invece, il servizio di sicurezza dei City Angels. Il pacchetto sicurezza prevede infatti che i volontari - oltre ad essere non armati e in numero massimo di tre - non siano retribuiti. Gli «angeli» della città saranno occupati solo per interventi di tipo sociale e assistenziale. De Corato ha confermato che anche il Comune intende privilegiare le associazioni di militari, carabinieri e finanzieri in congedo. E i poliziotti in pensione, subito dopo l’estate, saranno impiegati nelle linee di superficie più rischiose: la 90-91, la 56 e la 60.
I controlli interforze sono presenti oggi in alcune zone centrali, come Duomo, Brera, Navigli, e periferiche, come Cascina Gobba, San Donato. Per contrastare il degrado, prevenire i reati (abusivismo commerciale, accattonaggio molesto, prostituzione e spaccio) e contenere i problemi di disturbo della quiete pubblica, ad esempio in zone come le colonne di San Lorenzo o nei parchi Cassinis, Galli e Trenno.
I militari impegnati nei pattugliamenti, insieme alle forze dell’ordine sono presenti in 21 aree tra cui stazione Centrale (dove non si sono più consumati stupri e violenze sessuali e sono stati sventati 5 tentativi di aggressione), via Padova, Quarto Oggiaro, corso Como, viale Monza, quartiere Chiaravalle. Zone colpite da degrado, spaccio, prostituzione che hanno registrato un calo del 40 per cento dei reati. Diciassettemila le persone identificate, 80 gli arrestati, 57 i perquisiti, 3mila i veicoli controllati. «La percezione d’insicurezza non cambia in un giorno - ha detto De Corato - ma dal giorno della manifestazione per la sicurezza c’è stata una svolta, con buona pace dei buonisti e dei benaltristi».

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