Netanyahu alla nave irlandese: fermatevi

La nave irlandese «Rachel Corrie», con a bordo fra gli altri il premio Nobel Maired Corregan-Maguire, si sta dirigendo verso Gaza per forzare il blocco imposto da Israele e, nonostante l’avvertimento dello Stato ebraico che intende intercettarla, potrebbe arrivare oggi nelle acque di fronte al territorio palestinese.
«Fermeremo la nave, e anche ogni altra nave che cercherà di violare la sovranità di Israele - ha detto il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman alla televisione. - Non c’è possibilità che la Rachel Corrie raggiunga la costa di Gaza». Questo mentre i dirigenti di Hamas, da Gaza, esortano invece nuove flottiglie di simpatizzanti della loro causa a cercare di forzare il blocco navale israeliano.
Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha esortato Israele a far passare la nave, al fine anche di evitare «l’inasprirsi della tensione». «Alla luce della tragica lezione dei giorni scorsi, pensiamo che Israele debba consentire l’afflusso dei beni, delle merci e dei generi alimentari alla striscia di Gaza, con i necessari controlli di sicurezza», ha detto Frattini a margine di un evento a Firenze, aggiungendo che Gaza non deve rimanere sotto assedio nonostante il pericolo costituito da Hamas. «Gli israeliani hanno ben compreso che far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza è qualcosa che il mondo sta chiedendo», ha concluso Frattini.
Le autorità israeliane hanno comunque promesso di bloccare la «Rachel Corrie», ma stavolta il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze israeliane di fermare la nave «con gentilezza e cortesia».
Fa discutere intanto l’affermazione del premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ieri ha sostenuto che Hamas «non è un’organizzazione terroristica». Il movimento integralista islamico attualmente al potere nella Striscia di Gaza «protegge il popolo palestinese», ha detto ieri in un infuocato comizio Erdogan. Un’uscita che dimostra ulteriormente il radicale cambiamento impresso dal tragico episodio di domenica scorsa alle relazioni tra Turchia e Israele, due Paesi che erano stati per decenni alleati di fatto nonostante le differenze culturali e religiose.

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