Roma«Più che una voce» titolavano ieri i quotidiani dellUmbria. E il riferimento era alle indiscrezioni che giravano da circa un mese in ambiente sindacale e poi anche nel Partito democratico: Guglielmo Epifani seguirà le orme di Sergio Cofferati e si darà alla politica a livello locale. E la casella sembrava già assegnata: la presidenza dellUmbria. Una regione «bulgara» forse in cambio - si malignava nei giorni scorsi - dellappoggio del leader Cgil alla candidatura di Pier Luigi Bersani a segretario del Pd. Ieri, invece, la smentita. Ipotesi «destituita di ogni fondamento», secondo la segreteria della Cgil. Forse un modo per scongiurare un destino politico non felicissimo, quello di Cofferati, appunto.
Eppure tutto tornava. Epifani è residente in Umbria e passa frequenti e misteriosissimi periodi di riposo nella regione. Se si candidasse, poi, toglierebbe diverse castagne dal fuoco alla sinistra locale. La presidente uscente Rita Lorenzetti, in teoria, non potrebbe ricandidarsi per il Pd, essendo già al secondo mandato. E la sua presidenza è logorata da lotte interne al partito che stanno mettendo a rischio il primato della sinistra umbra, al governo dal Dopoguerra. Sono in molti a temere una replica, in grande, delle ultime amministrative, andate decisamente male al Pd.
Una prospettiva ben presente anche al centrodestra che si sta attrezzando per fare una battaglia vera. In corsa per la candidatura ci sono due donne. Una scelta è esterna al partito ed è il rettore dellUniversità degli stranieri, la lucchese Stefania Giannini. Laltra è interna al Popolo della libertà, Fiammetta Modena, avvocato e animatrice degli azzurri umbri fin dalla fondazione.
Niente Umbria, Epifani non vuole fare la fine politica di Cofferati
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