Niguarda è pronto alla sfida dei Giochi, in cui ricoprirà il ruolo di Ospedale Olimpico per la Lombardia. Il pronto soccorso è stato rivoluzionato, i flussi sono stati razionalizzati, mentre sono stati creati un Pronto Soccorso Olimpico e un Reparto Olimpico dedicati agli atleti e alla "family" ( collaboratori e delle figure tecniche). A questo si aggiunge la Centrale Olimpica: la sala di comando capace di visualizzare ed elaborare in tempo reale tutti i dati relativi alla gestione sanitaria delle emergenze.
"Il nuovo Pronto soccorso con questa organizzazione è veramente un modello - ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana - così come il reparto olimpico: è l'ennesima dimostrazione di come i soldi per le Olimpiadi non si siano sprecati, perché questa è una legacy che rimarrà e che verrà destinata alla cura ordinaria". L'investimento regionale è stato di 50 milioni di euro. "Una struttura di eccellenza - conclude l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Bertolaso ha poi riferito come le condizioni dei feriti di Crans siano in miglioramento: tre ragazzi sono sicuramente in una situazione ancora critica, la prognosi è ancora riservata però stanno migliorando e quindi speriamo presto di poter dire che sono tutti fuori pericolo". Intanto la Regione sta valutando di costituirsi parte civile nel processo sulla strage: "Abbiamo fatto fare degli approfondimenti, pare che ci si possa costituire parte civile" ha spiegato il governatore.
"Il nostro ospedale - racconta Alberto Zoli, dg dell'Ospedale Niguarda e medical care manager per la Lombardia ai Giochi di Milano Cortina - è da sempre il migliore riferimento per le urgenze e le emergenze: assistiamo oltre 300 persone ogni giorno in Pronto soccorso e gestiamo quasi mille grandi traumi l'anno. È senz'altro il luogo perfetto per accogliere e gestire i potenziali eventi traumatici o le emergenze sanitarie che dovessero verificarsi durante le Olimpiadi". Come già annunciato l'assistenza sanitaria alla macchina olimpica non inciderà sul percorso dedicato ai cittadini: il Pronto Soccorso e il Pronto Soccorso Olimpico sono due percorsi completamente separati, ciascuno con personale dedicato.
Il nuovo Pronto Soccorso ha un front office completamente ristrutturato e percorsi pensati per ottimizzare la gestione di ogni bisogno, dalle emergenze fino a quelli più lievi. Tutto è strettamente interconnesso: dalla piattaforma di elisoccorso alla sala operatoria d'emergenza al Centro Ustioni, alla Anestesia e Rianimazione. Accoglie ogni giorno oltre 300 persone: di queste, l'80% può essere dimesso in giornata con un'attesa massima di 5 ore. Un ulteriore 15% ha bisogno di un ricovero ed è assistito in una specifica area, con posti letto dedicati. Una gestione così efficiente è possibile grazie ad un completo ridisegno dei "flussi" e ad un attento smistamento dei casi in base al "triage". L'area dei Codici Minori (i "verdi" e i "bianchi") è separata dal resto del Pronto Soccorso e ha personale dedicato a pazienti bisognosi di una bassa o bassissima complessità assistenziale.
Buone notizie per tutti i pazienti: torna in funzione la navetta di Niguarda. Due mezzi da 8 posti ciascuno percorreranno l'anello interno a intervalli di pochi minuti per accompagnare pazienti, utenti, visitatori ma dipendenti nei vari Padiglioni.
Il Pronto soccorso olimpico dispone di un accesso diretto e separato: dotato di 21 posti, di cui una stanza isolata con filtro, un open space con 10 postazioni e 4 stanze di degenza, per un totale di 10 letti dedicati. Accoglie pazienti della family olimpica che necessitano di cure urgenti, stabilizzazione, diagnostica e trattamento in emergenza-urgenza.
Il Reparto Olimpico si trova al terzo piano del Padiglione 16 ed è composto da 11 stanze di degenza allestita con impianti che forniscono assistenza semintensiva: può ospitare pazienti critici che non richiedono l'assistenza in reparti di intensità assistenziale specialistica.