La notte olimpica di San Siro, con 60mila persone a battere le mani alla cerimonia d'apertura e la città illuminata come un albero di Natale fuori stagione, ha avuto la sua controprova sabato pomeriggio con il corteo contro le "Olimpiadi insostenibili", promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi insieme a centri sociali, sindacati di base, pro-Pal e associazioni per il diritto alla casa. Partenza da piazza Medaglie d'Oro, direzione Corvetto, con un percorso studiato per non sfiorare troppo da vicino il Villaggio Olimpico e i riflettori internazionali. Per ore è filato tutto liscio, con la città blindata da 300 agenti. Poi è calato il buio, e con lui il copione classico. Al Corvetto, un gruppo distaccato incappucciati, caschi, look da black bloc low-cost ha puntato verso la rampa della tangenziale Est. Lanci di petardi, bottiglie, fumogeni e qualche sasso contro le forze dell'ordine. Risposta immediata: idranti a palla, lacrimogeni, cariche per respingere l'avanzata. Il corteo si è scomposto, i manifestanti più tranquilli hanno ripiegato verso piazzale Bologna, urlando contro il governo al megafono. Bilancio: sei denunciati a piede libero (tra cui due donne), tre agenti feriti tra cui uno con una prognosi di 30 giorni per un polso rotto.
La protesta, va detto, non era solo contro le Olimpiadi. C'era la Palestina, c'era l'Ice (gli agenti anti-immigrazione Usa presenti ai Giochi, diventati il mostro del momento), c'era il nuovo pacchetto sicurezza, c'erano gli alberi sacrificati per le piste. Un minestrone di cause che ha attirato la solita galassia: centri sociali milanesi, qualche no Tav reduce da Torino, studenti del Politecnico reduci dall'occupazione del Palasharp per le "Utopiadi". Proprio l'ex Palasharp di Lampugnano abbandonato da 15 anni, mai recuperato per i Giochi nonostante i progetti è diventato il campo base della mobilitazione antagonista. Occupato fin dalla mattina del 6 febbraio dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, ha ospitato tre giorni di "sport popolare", tornei improvvisati, proiezioni e dibattiti anti-olimpici. Un simbolo perfetto: struttura pubblica lasciata marcire, ora "liberata" per contestare il grande evento. Ed è chiaro che, con quanto accaduto questo fine settimana a Milano e dopo gli attentati ferroviari di Bologna sotto la Madonnina, nonostante non ci siano altri cortei ufficialmente preannunciati contro le Olimpiadi, qualche blitz di matrice anarchica, già atteso per l'arrivo della fiaccola olimpica in città e per la giornata inaugurale dei Giochi, non è esattamente l'ultimo dei timori investigativi.
"L'ex Palasharp è diventato la base operativa di centri sociali, anarchici e no-global che fanno ciò che vogliono" sostiene l'onorevole Riccardo De Corato di Fratelli d'Italia. Per lui è un "Leoncavallo bis", covo da sgomberare subito, come accadde al vecchio centro sociale di via Watteau lo scorso agosto.
Intanto, mentre le
Olimpiadi vanno avanti Milano, sotto la patina dorata, continua a mostrare i suoi nervi scoperti. E sabato sera mentre al Corvetto si respirava ancora gas lacrimogeno, al Palasharp si giocava a calcio tra murales anti-Ice.