Noi ex terremotati e le balle raccontate dal pd Bersani e da «Repubblica»

2 In Irpinia diciotto anni

per riavere la casa
Ho letto l'articolo di ieri sul Giornale in merito al terremoto dell'Irpinia e devo smentire quanto affermano i giornalisti de la Repubblica dove asseriscono che in Irpinia furono consegnate le casette in legno in soli 122 giorni dopo il terremoto del novembre del 1980, altro che Berlusconi in Abruzzo. Ebbene, la Repubblica scrive solo una bufala, una patacca. Chi scrive è un terremotato dell'Irpinia, all’epoca con famiglia numerosa. Per un paio di settimane e forse più dormimmo tutti nella nostra auto e solo dopo ci fu assegnata una piccola roulotte di quattro posti. Poi, siccome la mia famiglia era di sette persone, i soldati americani ci consegnarono una tenda. Ma dopo qualche mese la stessa tenda ci venne requisita dai militari italiani con la motivazione che era troppo ingombrante. Così fummo costretti a vivere chi nella roulotte e chi in un box di lamiera fino ai primi mesi del 1982 quando finalmente ci assegnarono una casetta di legno. E nei primi mesi del 1994 ci fu dato un contributo per la costruzione della casa. Preciso ai pataccari giornalisti di la Repubblica che solo ben 16 anni dopo il terremoto ho potuto lasciare la casetta di legno ed entrare nella casa costruita cioè nel 1996, altro che 120 e 150 giorni dopo il terremoto. Forse ancora oggi qualcuno aspetta il contributo per la sua casa distrutta anche se di questo non sono certo perché da un po’ di anni vivo al Nord.
2 Grazie all’Umbria rossa

vivo in un modulo di legno
Sono un ragazzo di Nocera Umbra, paese in provincia di Perugia, quasi completamente distrutto dal terremoto del 1997. Vi scrivo perché da quando l'Abruzzo è stato colpito, purtroppo con molti lutti, dal sisma sento ripetutamente sbandierare ed elogiare, in merito alla ricostruzione, il «sistema Umbria». Ieri sera ho ascoltato, dal divano del mio modulo abitativo in legno in cui vivo da 12 anni e mezzo (di cui 18 mesi trascorsi tra tenda e container) nella parte finale di «Ballarò», l'onorevole Bersani riprendere il ministro Tremonti in merito alla ricostruzione. Il ministro tentava orgogliosamente di evidenziare quanto (secondo me di encomiabile) è stato fatto e si sta facendo in Abruzzo, a così pochi mesi dal sisma, mentre l'onorevole, sempre con quell'aria da professore, invitava, davanti ai telespettatori, a prendere a esempio la perfetta macchina della ricostruzione umbra (gestita dalla Regione guidata da una giunta rossa). Caro direttore, non le dico quanto è snervante, per non dire altro, sentirsi prendere in giro in questa maniera. Ma quale sistema Umbria? Sono trascorsi 12 anni e ci sono moltissime famiglie nelle mie condizioni; famiglie che nell'arco di questo tempo hanno perso i loro componenti, i quali non hanno avuto nemmeno il piacere di vedere ricostruiti i sacrifici di una vita. Inviterei il «professore» a trascorrere qualche giorno dalle mie parti per toccare con mano i risultati del sistema perfetto. Concludo augurando di cuore agli amici abruzzesi di non cadere in un «sistema Umbria» e di ricostruire nel minor tempo possibile le loro casa.
Diego Giuli