«Non ci saranno aree di impunità»

Si è riunito martedì sera il consiglio direttivo straordinario dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma che ha esaminato gli ultimi sviluppi della vicenda che ha portato al decesso di Stefano Cucchi. I membri del Consiglio hanno unanimemente condiviso la relazione del presidente dell’Ordine, Mario Falconi; in particolare sono state stigmatizzate le notizie, riferite dai mezzi d’informazione, circa la possibilità di salvare il giovane detenuto tramite la somministrazione di un semplice bicchiere di «acqua e zucchero», con la conseguenza di configurare il reato di abbandono di incapace a carico dei medici e degli infermieri che l’avevano in cura. Il vertice dell’Ordine ha inoltre fatto proprie le nove proposte conclusive della Commissione parlamentare sul Servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino, da cui si evince chiaramente che il caso Cucchi - al di là delle responsabilità dei singoli da accertare - va considerato un «evento-sentinella» di un sistema giudiziario-carcerario-sanitario «malato». Il consiglio dell’Ordine ha altresì ribadito con forza che non potranno essere tollerate aree di impunità e che esclusivamente nelle aule giudiziarie potrà e dovrà essere fatta totale chiarezza sulla vicenda, nel primario interesse di tutta la collettività e, soprattutto, della famiglia Cucchi così duramente provata.

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