Non solo classica: a luglio i Giardini della Filarmonica aprono alla danza

Nella prima metà di luglio, i Giardini della Filarmonica stanno per aprirsi alla musica e alla danza, per iniziativa dell’Accademia Filarmonica Romana, che ha sede nella armoniosa palazzina di Villa Poniatovski, messa a guardia dei giardini, dove c’è anche la Sala Casella, secondo palcoscenico, dopo il Teatro Olimpico, per l’attività concertistica dell’Accademia.
Da quest’anno è cambiato il direttore artistico dell’Accademia, che ora è l’illustre musicologo e letterato Sandro Cappelletto, e gli effetti sulla programmazione si vedono: un grande fervore creativo - diciamo pure, anche un po’ iconoclasta nei confronti della tradizione, l’attraversa da cima a fondo. Partendo dalla convinzione che in un giardino, d’estate, tutto (o quasi) è consentito, inutile attendersi un concerto normale; ogni sera c’è qualcosa che va ad aggiungersi alla musica, nel timore che da sola non soddisfi più i palati esigenti dei romani. A questa la filosofia dominante, una seconda si aggiunge che consiglia, in tempo di crisi, di rivolgersi a musicisti giovani, prelevandoli direttamente dalle aule dei Conservatori, perché spesso bravi come i professionisti, e perché costano poco o niente. Forti di queste pillole di saggezza ideativa ed organizzativa, andiamo ad illustravi il singolare programma dei «Giardini di luglio», stagione estiva della Filarmonica. Apertura lunedì 5 luglio (doppio appuntamento alle 19.45 e alle 21.45; replica il 6), con la compagnia di danza «Immobile paziente», un giovane gruppo romano di danza-teatro. Lo spettacolo, ideato da Caterina Inesi, dal titolo «Perché le scimmie non amano Mozart?» (e i gatti sì), unisce gioco e sorpresa all’esperienza teatrale e, già il titolo, allude all’assoluta libertà di rapporto tra l’azione coreografica e la musica, che è costituita dal famoso Quartetto delle dissonanze (K465) di Mozart, eseguito dal «Quartetto d’archi» del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Mercoledì 7 luglio (Sala Casella, ore 21), romanze da camera del Novecento, a sfondo prevalentemente erotico. Musiche proibite. Amore ed erotismo nella romanza da camera con il soprano Bruna Tredicine, accompagnato al piano da Gianfranco Plenizio. Giovedì 8 luglio, l’arguto ed esilarante mattatore del palcoscenico, Elio Pandolfi, accompagnato al pianoforte da Marco Scolastra, che suona Donizetti e Rossini, sarà Er Lupo-Manaro: dialogo ravvicinato con i sonetti scanzonati ed irriverenti del poeta più romano de roma, Giuseppe Gioachino Belli. Venerdì 9 luglio, ancora un attore, Enzo De Caro, in coppia con la pianista Silvia Cappellini Sinopoli, racconterà Siddharta di Hermann Hesse, romanzo di formazione fra i più letti del Novecento. Sabato 10 luglio, atmosfere d’Oriente, con Shakti, il femminile di Dio, performance di musica e danze indiane della compagnia di Ileana Citaristi. Info: 06.320.17.52.

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