Paura? Sempre di più. Anche perché chi può davvero sostenere in coscienza di essere in grado di distinguere un'arma falsa da una vera, una pistola che esplode proiettili autentici da una che spara semplicemente a salve? E non ci riferiamo solo a quanto accaduto a Rogoredo lunedì sera, quando un 41enne assistente capo della polizia di stato in servizio al commissariato Mecenate, ora indagato per omicidio volontario, ha sparato a un pregiudicato marocchino di 28 anni Abderrahim "Zack" Mansouri, uccidendolo dopo avergli intimato di fermarsi e mentre l'immigrato gli puntava contro un'arma, una riproduzione di una Beretta calibro 93 che si è poi scoperto essere a salve. Basti pensare infatti a tutte le chiamate al 112 che sono arrivate la notte di Capodanno dalle periferie milanesi nelle quali molti residenti lamentavano di aver visto questo o quel giovane sparare per aria. A salve? Proiettili veri? Non è dato saperlo, ma la gente ha comunque paura, è terrorizzata.
Non solo coltelli, quindi, tra i "maranza". E, purtroppo, non solo la notte di Capodanno. Armi, vere o false, ne hanno trovate nei mesi e negli anni scorsi a casa di questi ragazzi anche poliziotti e carabinieri durante le loro retate a tappeto contro la criminalità giovanile. Armi che questi ragazzi mostrano orgogliosamente online, nei reel pubblicati su Instagram o su Tik Tok, dove vengono inquadrate in primo piano pistole e kalashinikov, video "targati" con il codice di avviamento postale, quindi girati alla Bovisa, a Lampugnano, in piazzale Selinunte e quindi nella zona più popolare di San Siro, con la musica del trapper Baby Gang in sottofondo. Senza contare che qualche sera residenti di via Padova hanno postato dei video - poi raccolti da Silvia Sardone, consigliera comunale ed europarlamentare della Lega - in cui un ragazzo spara per aria dal marciapiede, insieme a un gruppo di amici.
Quindi piazzale Selinunte, via Padova, Lampugnano, ma anche i Navigli, corso Como e piazza Freud (davanti alla stazione Garibaldi) e Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni. Le medesime zone e periferie dove, secondo gli addetti ai lavori delle forze dell'ordine, quanto accaduto a Rogoredo potrebbe trovare una facile replica, naturalmente in un frangente particolare. La Milano dove si potrebbe sparare ancora, oltre alla zona attigua al boschetto della droga, è questa.
Torniamo quindi al ragazzo marocchino ucciso da un colpo di pistola sparato lunedì dal poliziotto. Il 28enne aveva un permesso di soggiorno spagnolo, quindi Ue. Con un permesso di soggiorno rilasciato in Spagna un immigrato può entrare tranquillamente in Italia per turismo o affari per massimo 90 giorni. Per lavorare e così restare più a lungo nel nostro Paese l'immigrato deve per forza avere una carta di soggiorno, che viene rilasciata da qualunque paese Ue - in questo caso la Spagna - quando lo straniero ci abita e ci lavora per almeno 10 anni: a quel punto può richiedere un permesso di soggiorno italiano.
Abderrahim "Zack" Mansouri non l'aveva fatto, anche perché in Spagna non aveva mai avuto una carta di soggiorno, anche perché in Italia non aveva un lavoro e quindi nessun diritto a restare qui. È un esempio di come, a pagare le spese della politica spagnola "inclusiva" e pro immigrati, sia il governo italiano.