NORD AFRICA

Emanuele ha qualche remora a inserire il suo caipiroska alla fragola con una punta di aceto balsamico nella lista dei cocktail: «Sono qui da pochi mesi, non voglio passare per presuntuoso inventandomi nuove alchimie alcoliche», racconta. Juan, che passa intere giornate a scrivere pagine di autentica ammirazione su questa città color ocra (ma anche rosso, o rosa pallido): «Ci fu un tempo in cui il reale e l’immaginario si confondevano… Il mercato, la grande piazza, lo spazio pubblico erano il luogo ideale del loro fiorire…». E fra le centinaia di voci che animano la «grande piazza», Jemaa el Fna, mi ricorderò sempre quella di Youssef, che ha 35 anni e di mestiere fa il guaritore: «Hai mal di denti, la pressione alta, i piedi gonfi o il diabete? Ho quello che fa per te: un bel versetto magico della gente del deserto». Benvenuti a Marrakech. Città rossa ai piedi delle montagne dell’Atlante, Venezia di sabbia incorniciata da palmeti e da mura color ocra, raccolta attorno alla piazza dove Youssef lavora sette giorni su sette, dal pomeriggio fino a sera, quando l'animazione è maggiore. Jemaa el Fna, o più semplicemente «la piazza», non è solo uno spazio urbano: è il cuore della medina, dove artisti improvvisati, danzatori, musicanti, guaritori come Youssef, dentisti, acrobati, incantatori di serpenti, saltimbanchi, cantastorie, ammaestratori di scimmie, venditori d'acqua e di tè con il costume a pagoda, ogni giorno mettono in scena il loro spettacolo improvvisato con il quale si guadagnano da vivere. Nella medina vivono anche i parigini chic, quasi tutti proprietari dei circa 600 riad trasformati in maison d'hôtes, trasferiti quaggiù dopo che Yves Saint Laurent diede il via alla moda di vivere a Marrakech comprando il parco e la villa del pittore Majorelle, per ritirarsi a disegnare abiti fiabeschi: è ricordato da una stele in giardino, oggi parco-monumento meta di molti turisti (www.jardinmajorelle.com). Sull'esempio dello stilista sono arrivati anche i già citati Juan (Goytisolo), scrittore spagnolo e autore, dopo Elias Canetti, dei più bei versi ispirati alla città rossa. Ed Emanuele Balestra, 31 anni, milanese: dirige i 7 bar de La Mamounia, l'hotel-leggenda fra le mura della medina, appena riaperto dopo il restyling (www.mamounia.com). Emanuele non è l'unico italiano a lavorare nell'albergo che piaceva tanto a Winston Churchill: c’è anche Christian De Nadai, il giovane chef portato qui da Don Alfonso Iaccarino, patron del celebre ristorante stellato Michelin a Sant'Agata sui due Golfi, per inaugurare un locale italian-style nel salone più raffinato dell'hotel. Spaghetti e pomodoro accanto ai marmi e agli affreschi originali degli anni Venti. La Marrakech chic che piace ai turisti. La Marrakech che piace anche al re Mohammed VI, che anni fa ha deciso di trasformare la città rossa del deserto in una destinazione di lusso, favorendo gli investimenti stranieri con forti agevolazioni. Ecco spiegato il fenomeno dei 600 riad, o il vernissage di locali à la page come Pacha e Nikki Beach, gemelli, rispettivamente, della celebre disco di Ibiza e del blasonato club di Saint-Tropez. Intanto nella zona industriale di Sidi Ghanem hanno aperto decine di boutique di stilisti marocchini e atelier di oggetti per la casa, da Akkal per le ceramiche, a Via Notti per la biancheria. Akbar Delights (www.akbardelights.com), lo show-room più blasonato fra gli amanti di babouches, bijoux e caffettani ricamati in seta, espone nel negozio di rue de la Liberté e in un piccolo spazio bomboniera nella medina, accanto a Jemaa el Fna. Intorno alla piazza si scoprono anche i monumenti più belli: la Medersa del 1565, la più grande la scuola coranica del Maghreb; le tombe dei Saaditi con il mausoleo dei sultani; il Palais de la Bahia dove vivevano le concubine del sovrano; la moschea della Koutoubia con il minareto di 70 metri; e naturalmente il souq, labirinto dello shopping a uso e consumo dei turisti. L'opera più straordinaria però sono le mura, bastioni di terra intervallati da torri quadrate che per 15 chilometri abbracciano e dominano la medina e che, insieme a Jemaa el Fna, fanno parte della World Heritage List dell'Unesco. Se alzate lo sguardo per seguire il gioco delle merlature, scoprirete che sono piene di cicogne. Loro non lo sanno che i bastioni ocra-rosa-rossi di Marrakech sono Patrimonio dell'Umanità, però devono piacergli moltissimo visto che da anni interrompono il loro volo migratorio per accoccolarsi lassù.
Info: Ente nazionale per il Turismo del Marocco, via Larga, Milano, tel. 02.58303633, www.visitmorocco.com Il viaggio: Royal Air Maroc ha voli diretti o via Casablanca, da Milano e da Roma. Per informazioni: www.royalairmaroc.com

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