La nostalgia canaglia dell’«Unità»

Avanti adagio, quasi indietro. Anzi, decisamente indietro, stando all’ultima idea dell’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e oggi diretto da Concita De Gregorio. Ebbene il giornale progressista, in un editoriale pubblicato sull’edizione diffusa in Emilia Romagna, ha lanciato ieri una proposta dal sapore antico. Basta alle denominazioni più strane con cui sono state recentemente ribattezzate le varie feste che una volta si chiamavano «Festa dell’Unità».
E proprio questo è il punto. Dopo anni in cui si è vista «Festa Modena», «Festa Reggio», «Festa dell’unità del Pd» e via elencando, l’auspicio del quotidiano è quello che si torni all’antica e autentica «Festa dell’Unità», l’unica ad aver catalizzato per decenni il popolo comunista prima e democratico poi, intorno al proprio giornale. Insomma a sinistra è tempo di svolte e questa rischia di cambiare faccia all’aspetto festaiolo in casa progressista. In mancanza di idee, novità e originalità, massì perché no, tornare all’antico resta comunque un’idea...

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