«Il nostro patrimonio d’informazioni è al sicuro»

Equens Italia, nata nel 2008 dalla joint-venture di ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane) e di Equens Se, già presente sul mercato dal 1978 come Seceti, è la Spa nella quale Icbpi ha fatto confluire le attività strumentali proprie e della controllata Key Client Cards&Solutions. Equens gestisce i processi autorizzativi e di back-office di oltre 10mila terminali Atm e 305mila Pos in Italia, e cura l’intera gamma dei servizi infrastrutturali, applicativi e operativi che consentono alle banche di emettere carte di credito e di debito. Spiega Guido Gatti, consulente di Equens Italia: «In un mercato competitivo come il nostro, diventa fondamentale garantire ai clienti sicurezza, stabilità ed efficienza, a costi contenuti. È quello su cui puntiamo, adottando per esempio tutti gli standard di conformità consigliati a livello nazionale e internazionale».
Dal 2004 la Banca d’Italia ha predisposto specifiche linee guida da rispettare nell’ambito della continuità e della sicurezza. Gli istituti si sono via via adeguati, adottando soluzioni di business continuity per tutelare se stessi e la propria clientela. «La business continuity nel mercato del credito diventa essenziale, anche nella percezione del cittadino. E questo non solo durante l’attuale crisi, ma anche negli anni passati - spiega Gatti -; per questo noi, già nel 2003, ci siamo mossi per dotarci di una soluzione di business continuity che fosse realmente efficace. Abbiamo scelto Ibm perché è risultato il partner migliore sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista economico. Inoltre per noi era importante, avendo scelto di non realizzare la soluzione in casa, poterci affidare a una realtà capace di garantire know how, risorse, consulenza e un luogo fisico dove archiviare dati e supporti. Del resto, il rapporto era consolidato da tempo, poiché avevamo già in dotazione sistemi Ibm per tutta l’infrastruttura principale».
Da cinque anni Equens dispone così di un’infrastruttura capace di garantire il ripristino delle attività nel giro di 2/4 ore al massimo dalla dichiarazione di disastro: i dati, costantemente duplicati nel sito secondario, sono subito disponibili in caso di perdita degli originali. Il tutto grazie a una rete di accesso sempre controllata e mantenuta in massima efficienza. Inoltre, grazie a Ibm, Equens ha la garanzia di avere a disposizione postazioni di lavoro da utilizzare in caso di disastro.
Conclude Gatti: «Ibm ci ha supportato nella gestione della business continuity e delle attività di disaster recovery come fossero un processo aziendale. Per non farci trovare impreparati abbiamo predisposto una seria attività di test, effettuata a campione sui nostri sistemi una volta ogni sei mesi circa. Un’attività costante perché l’infrastruttura su cui ci basiamo è in continuo aggiornamento. Abbiamo così ottenuto una conservazione ottimale del patrimonio di dati e informazioni, e la revisione puntuale delle procedure operative».

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