da Bari
Hanno alle spalle famiglie normali, di gente onesta che lavora, ma a 15 anni uno è un bulletto già riconosciuto leader dagli amici, mentre laltro, diciassettenne, gli fa da luogotenente e in una sola serata hanno commesso reati di una gravità impensabile. Sono infatti accusati di sequestro di persona, estorsione continuata e rapina aggravata, tentativo di violenza e minacce, i due bulli bloccati ieri a Bari dai carabinieri perchè accusati di avere tenuto sotto sequestro qualche settimana fa nel centro della città un ragazzino. Tutto per obbligare un amico della vittima a racimolare - udite udite - dieci euro di «riscatto».
Ai due ragazzini i carabinieri sono risaliti in giorni di indagini, incrociando le immagini girate da telecamere di sicurezza lungo la strada dove è avvenuto lepisodio con le testimonianze delle vittime. Scoprendo così che la serata dei due, conclusasi con il sequestro denunciato dai genitori della vittima, era cominciata con una progressione di episodi di aggressioni e prepotenze a coetanei che però non avevano avuto il coraggio di rivolgersi alle forze dellordine.
I due ragazzi, che erano stati ascoltati dai militari nei giorni scorsi ma avevano detto di non sapere nulla, non frequentano più la scuola e, seppur giovanissimi, hanno già un curriculum «criminale» preoccupante: erano stati segnalati infatti più volte per minacce in ambito scolastico (dove uno di loro era anche affidato a un tutor) e detenzione di marijuana.
Il gip del Tribunale per i minorenni di Bari che ha disposto per loro il collocamento in una comunità penale fuori dalla provincia ha stabilito espressamente che i due ragazzi andranno sottoposti «a un serio programma rieducativo».
Dalla progressione delle vicende della serata si capisce anche il ruolo del più piccolo dei due, il quindicenne, che era in grado di imporre la sua volontà non solo sul ragazzo di 17 anni, ma anche a un gruppo di altri quattro che, inizialmente ritenuti dagli investigatori sodali dei due bulli, si sono rivelati a tempo stesso loro vittime.
Il tutto è accaduto nel giro di nemmeno unora la sera di sabato 3 maggio: i due hanno dapprima avvicinato un 14enne impadronendosi del suo telefonino per fare alcune chiamate. Quando un amico del ragazzino, con altri quattro amici, è intervenuto per chiederne la restituzione è stato malmenato. Sanguinante è quindi fuggito mentre i bulli, apparentemente benevoli, restituivano il cellulare alla loro vittima. Non era però finita. A questo punto il diciassettenne e il quindicenne hanno obbligato gli altri quattro ragazzi a seguirli e ad aiutarli alla ricerca di unaltra vittima. È arrivato così il turno del 15enne: è stato fermato, gli sono stati chiesti i soldi e siccome ha detto di non averne, mentre uno degli aggressori lo tratteneva, laltro ha accompagnato un amico a cercare dieci euro di riscatto. Finalmente, racimolati i soldi, il ragazzo è stato lasciato in pace.
Lepisodio, lennesimo di questo genere avvenuto nel centro della città, ma il più grave di tutti proprio per il sequestro, ha determinato nei giorni successivi la reazione di un gruppo di genitori che, in accordo con le forze dellordine, si sono organizzati in ronde per vigilare in alcuni quartieri della città sulle serate dei loro figli nel fine settimana.
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