Nucleare, rivelazione Usa: "Abbiamo 5113 testate" Iran: "Via le armi dall'Ue"

Alla conferenza sul Trattato di non proliferazione, Ahmadinejad: "Smantellare le armi nelle basi Usa e degli alleati". Le delegazioni occidentali lasciano l’aula. Ban ki Moon: "Eliminare tutte le armi atomiche"

Nucleare, rivelazione Usa: 
"Abbiamo 5113 testate" 
Iran: "Via le armi dall'Ue"

New York - C'era molta attesa per l'intervento di Ahmadinejad alla conferenza delle Nazioni Unite per la revisione del Trattato sulla non proliferazione nucleare (Tnp). Il leader iraniano non ha deluso le aspettative. Come al solito è partito all'attacco: "Le armi nucleari americane in Germania, Italia, Giappone e Olanda e in altri Paesi dovrebbero essere smantellate". A quel punto alcune delegazioni occidentali, tra cui quella di Usa, Gran Bretagna, Francia e Italia, hanno polemicamente lasciato la sala del Palazzo dell’Onu mentre Ahmadinejad continuava a parlare. Subito dopo il Pentagono ha rivelato informazioni finora tenute segrete: "A fine settembre 2009 gli Stati Uniti avevano nei loro arsenali atomici 5.113 testate nucleari".

Poi attacca gli Usa Da più di trent'anni il "nemico pubblico numero uno, per Teheran, sono gli Usa. Ahmadinejad prosegue sulla strada tracciata da Khomeini: gli Stati Uniti "sono i responsabili della proliferazione nucleare" nel mondo. "L’utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare". E' stato in quel momento preciso che la delegazione Usa presente alla conferenza ha abbondonato la sala. Ahmadinejad è quindi tornato ad attaccare Israele per il suo arsenale nucleare. "Il regime sionista - ha dichiarato - continua a rappresentare una minaccia per gli Stati della regione" con le sue armi atomiche.

Abbiamo accettato scambio L’Iran "ha accettato lo scambio" di materiale nucleare da trasferire all’estero, come proposto a suo tempo dall’Aiea, e in materia nucleare "ha passato la palla ad altri", ha detto il presidente iraniano rispondendo in questi termini oggi alle Nazioni Unite al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon che aveva chiesto all’Iran di accettare la proposta dell’agenzia nazionale per l’energia atomica (Aiea). "Quello scambio noi l’abbiamo accettato fin dall’inizio, per noi è un affare fatto - ha detto il presidente all’inizio del suo intervento alle Nazioni Unite -. Abbiamo passato la palla, ora tocca ad altri".

La sfida di Ban ki Moon "Esorto gli stati dotati di armi nucleari a ribadire inequivocabilmente la loro determinazione a eliminarle. Non farlo sarebbe un passo indietro", ha detto ai delegati di circa 150 Paesi a questa conferenza, che durerà fino al 28 maggio. Ban ki Moon ha invitato gli stati non firmatari del Tnp, entrato in vigore nel 1970, ad aderire "non appena possibile". In attesa "della loro firma, sono necessarie misure per garantire la sicurezza e la sicurezza degli arsenali e della tecnologia di questi Paesi", ha aggiunto il segretario generale, "materiali nucleari non devono finire nelle mani di attori non statali o di terroristi".

Il monito a Teheran "Fateci essere chiari - ha detto il segretario generale nel discorso al Palazzo di Vetro - il compito di chiarire dubbi e preoccupazioni sul programma nucleare spetta all’Iran". Ban ha "incoraggiato Teheran ad accettare la proposta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)" di trasferire il materiale nucleare iraniano all’estero, in modo da dimostrare che il suo uso sarà soltanto pacifico. Rivolgendosi direttamente al presidente Ahmadinejad Ban ha detto che bisogna "impegnarsi in maniera costruttiva" con la comunità internazionale. L’Iran, ha continuato il segretario generale, "deve seguire pienamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e cooperare pienamente con l’Aiea".

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