Nucleare, ultimatum Onu a Teheran

La Repubblica islamica respinge la richiesta: i nostri programmi non sono una minaccia

da New York

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito per l’ultimo giorno sotto la presidenza di turno dell’ambasciatore francese Jean-Marc de la Sabliere, ha dato all’Iran un mese di tempo - fino al 31 agosto - per sospendere le proprie operazioni di arricchimento dell’uranio. Una risoluzione approvata quasi all’unanimità - contrario solo il Qatar, unico paese arabo del Consiglio - apre la via a una serie di sanzioni economiche contro Teheran, se il paese rifiuterà di adempiere alle richieste della comunità internazionale.
Il rappresentante permanente dell’Iran, Javad Zarif, in un lunghissimo intervento in chiusura della sessione del Consiglio, ha recisamente respinto la richiesta dei Quindici, giudicando che l’azione Onu non ha nessuna base legale. «Il programma nucleare iraniano, un programma pacifico, non rappresenta nessuna minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale - ha dichiarato Zarif - e per tali ragioni il Consiglio di Sicurezza non ha nessuna base legale per occuparsene».
Diversi altri ambasciatori hanno preso la parola, tra cui l’americano John Bolton, il britannico Emyr Jones Parry, il francese de la Sabliere - promotori del testo con l’appoggio della Germania -, come anche gli altri due rappresentanti dei paesi con diritto di veto - il russo Vitaly Churkin e il cinese Wang Gangya -, che per mesi avevano bloccato l’ipotesi di una risoluzione, temendo i rischi di un’escalation. Il rappresentante del Qatar, Abdulaziz Al-Nasser, ha brevemente spiegato il suo «no» dovuto soprattutto a timori per la stabilità dell’area, in un momento in cui «la regione è in preda agli incendi. Vogliamo davvero un nuovo vulcano in eruzione?».
Incontrando i giornalisti, l’americano Bolton ha minimizzato le obiezioni del Qatar, definendole «un problema di calendario e non di sostanza». Quello dato ieri dal Consiglio di Sicurezza - ha aggiunto l'ambasciatore Usa - «è un segnale molto forte all’Iran», che dovrà ora decidere se «accettare l’offerta generosa» messa a punto dall’Unione europea, con la possibilità di aiuti nel settore dell’energia, «o se rifiutarla», aprendo la via a sanzioni internazionali. «La palla si trova chiaramente nel campo dell’Iran», ha concluso Bolton.
In caso di risposta negativa dell’Iran, dopo avere ascoltato, entro il 31 agosto, un rapporto di Mohammed El Baradei, direttore generale dell’Aiea, il Consiglio di sicurezza si riunirà di nuovo. La risoluzione prevede misure provvisorie (in base all’articolo 40 della Carta Onu), alle quali potranno seguire sanzioni economiche.

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