Il numero uno a Genova dopo l’esordio al Park

Flash, telecamere e taccuini sono tutti per lui, solo per lui. Da domani a domenica l'Italia del tennis - a Genova - sfida la Svizzera in Coppa Davis. Eppure quando Roger Federer è sbarcato a Valletta Cambiaso, all'improvviso, tutti lo hanno quasi dimenticato. È il numero uno del mondo la grande attrazione del proibitivo play off che potrebbe permettere agli azzurri di Barazzutti di tornare nella «serie A» della Davis. Federer è arrivato ieri mattina al «Colombo» con un jet privato, direttamente da New York dove solo lunedì notte aveva giocato (e perso) la finale degli Us Open con l'argentino Del Potro. Un po' stanco ma disteso, sempre disponibile e sorridente, Federer è sbarcato a Genova insieme a moglie e figlie, le due gemelline di poche settimane che ormai si porta sempre in giro per il mondo. E poi una lunga conferenza stampa. Niente italiano - e di questo Roger si è rammaricato - ma in compenso un piccolo show sotto gli occhi dei cronisti, in tedesco, francese e inglese. «Sono contento di essere qui in Italia, certo sono stanco per il jet lag. Qualcuno aveva dei dubbi che sarei venuto? Mai avuto dubbi. Io sono qui per vincere».
Tanti ricordi legano Federer all'Italia, persino alla Liguria. Le vacanze in gioventù a Camogli e alle Cinque Terre, l'esordio a Genova a 14 anni, nel torneo del Park. E una sfida di Coppa Davis, qualche anno fa, persino contro lo spezzino Sanguinetti. Ma questa volta Federer avrà tempo per farsi anche un giro per la città? «Le partite finiscono sempre tardi - alza le spalle il numero uno del tennis mondiale - so che siamo in centro e che ci sono molte cose da vedere, ma forse le vedrò la prossima volta. Quando tornerò? Chissà, tra un mese o tra dieci anni. Ma spero al più presto...». Federer non ha ancora sciolto i dubbi sul suo impiego già nella sfida di domani, oggi comunque il sorteggio di palazzo San Giorgio (ore 12) chiarirà tutto. A quel punto forse ci sarà l'ultima impennata nella vendita dei biglietti, visto che molti aspettano di conoscere la data dei match del campionissimo per acquistare i tagliandi. Senza dimenticare, naturalmente, le incognite legate al maltempo (i teloni di Albaro comunque stanno tenendo bene, dicono gli organizzatori).
Gli azzurri di Corrado Barazzutti inseguono un'autentica impresa. «La Svizzera potrebbe tranquillamente vincerla, la Davis - dice il capitano - ma noi abbiamo il dovere di provarci. Noi siamo qui per costruire un gruppo soprattutto in chiave futura, sarà durissima ma vogliamo rendere la vita difficile agli elvetici. Sono pessimista? No, solo realista». Starace, Bolelli e Seppi sono i probabili «titolari» della nazionale. Per Simone Bolelli il ritorno in maglia azzurra, dopo un lungo braccio di ferro con la Federtennis. «Ma adesso è acqua passata - dice Bolelli - mi fa piacere essere tornato. Certo, il momento è delicato». Improbabile un impiego di Fabio Fognini, l'unico ligure, di Arma di Taggia, comunque emozionato per la sua partecipazione alla Davis. «Che bello giocare qui a Genova - dice Fognini - dove ho esordito».