Una scoperta recente conferma quello che penso da anni, per questo mi sono rinchiuso in casa e non vedo praticamente nessuno, inconsapevolmente eliminando un fattore di rischio per la salute, e non parlo di fumo o alcol o altre sostanze, perché anche le persone nuocciono alla salute, oh, finalmente c’è una conferma scientifica.
Infatti è appena uscita una ricerca che suggerisce che avere nella propria vita persone costantemente conflittuali o stressanti può accelerare l’invecchiamento biologico (e le persone stressanti e conflittuali, tra l’altro, sono in costante aumento, basta guardare i social, ma questo non c’entra con la ricerca). Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha analizzato 2.345 adulti tra i 18 e i 104 anni, confrontando i marcatori biologici dell’invecchiamento con la qualità delle relazioni sociali dichiarate dai partecipanti.
I ricercatori hanno definito “hasslers” le persone del proprio ambiente che generano stress cronico o conflitti frequenti. I risultati indicano che ogni “hassler” in più nella propria rete sociale è associato a un’accelerazione dell’invecchiamento biologico di circa l’1,5% e a un aumento medio di circa nove mesi dell’età biologica. L’effetto sembra collegato allo stress sociale cronico e ai suoi effetti fisiologici, come l’aumento degli ormoni dello stress e dell’infiammazione sistemica, fattori che nel lungo periodo sono associati a malattie cardiovascolari e a altri disturbi legati all’età.
In sintesi lo studio misura l’invecchiamento biologico utilizzando orologi epigenetici, cioè modelli che stimano l’età biologica del corpo analizzando le modifiche chimiche del DNA. I ricercatori osservano che lo stress sociale cronico attiva in modo persistente i sistemi fisiologici legati alla risposta allo stress, in particolare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (se non conoscete l’asse non vi preoccupate, se avete studiato la Storia, nelle condizioni citate, per la salute è come quello Roma-Berlino-Tokyo, se ho capito bene) e la produzione di cortisolo. Questa attivazione prolungata è associata a maggiore infiammazione sistemica e alterazioni nei marcatori epigenetici, due processi biologici frequentemente collegati all’invecchiamento accelerato. Risultato: le relazioni sociali negative possono avere effetti biologici comparabili a altri fattori di rischio per la salute, influenzando la velocità con cui il corpo mostra segni di invecchiamento.
Vi dirò subito che questo studio lo girerò a mia mamma e ai miei familiari, che mi ripetono ogni giorno “esci, fai più vita sociale, vivi come un carcerato”. A parte con loro e pochissimi amici selezionatissimi, non parlo neppure con nessuno di estraneo (e neppure con i miei parenti tipo zii, zie e su WhatsApp il mio status è chiaro: “Rispondo solo quando chiamo io”, evento molto raro). Almeno su questo sono un salutista e non lo sapevo (fino a un certo punto, perché riesco a essere stressante e conflittuale anche con me stesso).
Anzi, suggerirei che le stesse avvertenze sanitarie che troviamo per esempio sulle sigarette, vengano attaccate, meglio ancora tatuate, sulla fronte di qualsiasi essere umano: “Attenzione, avere rapporti con le persone può causare la morte”.