Mamma mia, che scandalo per la ciliegina su una torta che non c’è! Anzi, l’ha fatta l’AI, la torta di cui vi parlerò, e ve ne parlo giusto perché se non lo dico io non lo dice nessuno e perché è diventato un caso editoriale internazionale e anche perché qui non si ragiona sulle basi, figuriamoci sulle altezze. Il fatto, nudo e crudo (non come il pasto nudo di Burroughsm magari): Shy Girl, romanzo horror dell’autrice Mia Ballard, era nato come autopubblicazione nel febbraio 2025, in seguito acquisito da Hachette Book Group per una distribuzione più ampia, era uscito nel Regno Unito nel novembre 2025 con l’imprint Wildfire, mentre negli Stati Uniti sarebbe dovuto uscire il 19 maggio 2026 con Orbit. Tuttavia adesso Hachette ha deciso di ritirare l’edizione britannica e cancellare quella americana dopo una revisione interna avviata perché sarebbe stato un romanzo scritto con l’AI, scandalo! Con la casa editrice che parla di “tutela dell’originalità narrativa”, mentre Mia Ballard ha negato di aver usato direttamente l’AI per scrivere il romanzo e ha sostenuto che “eventuali interventi artificiali sarebbero stati introdotti, senza il suo consenso, da un freelance editor coinvolto in una fase precedente del manoscritto”.
Ok, questa la questione, questa la mia posizione in sintesi: chissenefrega? E cerco di farvela più semplice possibile: siamo pieni di testi scritti con l’AI, ormai, e sono indistinguibili da testi non scritti con l’AI per un semplice motivo, quei testi sono già standardizzati: i LLM (i Large Language Model che chiamiamo AI) sono bravissimi nel riprodurre ciò che è linguisticamente standard, e nella fattispecie vi devo ricordare la distinzione classica di Dwight McDonald tra Masscult e Midcult, senza farvela tanto lunga. Masscult sono i romanzi di consumo, come il suddetto horror di Mia Ballard, Midcult un po’ peggio, quelli che si fingono letteratura alta (highbrow) e sono romanzi di consumo travestiti, basta leggersi Barthes o Eco, non è un problema nuovo. In altri termini sono prodotti. L’editoria e la non editoria ne sono stracolmi e lo saranno sempre di più, di gente che scriverà con l’AI (si farà scrivere con l’AI) e si autopubblicherà o riuscirà a trovare un editore proprio per questo genere di prodotti di genere.
Che siano premiati allo Strega, o che vendano milioni di copie, o nessuna, alla letteratura non importa niente perché non saranno mai letteratura. Provate a far imitare all’AI, non dico l’intera opera, ma una pagina di Proust, di Beckett, di Musil, di Wallace, o una pagina della mia trilogia studiata da anni nelle università (ci scrivono tesi sperando di venirne a capo), e l’AI non ce la fa (non a inventarla, neppure a imitarla), proprio per i limiti strutturali della stessa generazione di testi, che si basano sul linguaggio medio. L’AI è una scorciatoia come tante ma per incapaci che sarebbero stati incapaci lo stesso di produrre letteratura, ossia qualcosa di originale e complesso, e non solo che non c’è mai stato prima ma anche che c’è già. Che un prodotto Masscult o Midcult, ossia un prodotto che non cambia niente, sia scritto dall’AI o revisionato dall’AI riguarda appunto il livello di un prodotto per le masse. È come dire: la ricetta di questo nuovo Big Mac è stata scritta con l’AI. Per tornare a testi e romanzi scritti con l’AI storia della letteratura non cambieranno niente, nella storia dell’editoria commerciale sì, ma niente di cui valga la pena di scandalizzarsi.
Semplicemente adesso chiunque può fare qualcosa che interessa a molti perché letterariamente non vale niente, e quindi pubblicate quello che volete, se funziona bene, se non funziona bene lo stesso, per la letteratura non cambia niente, signore mie.