Nuovo movimento L’Mpa flirta col Pd e i meridionalisti fedeli al Pdl fondano «Noi sud»

RomaIl Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, reo di attuare la politica casiniana dei due forni, perde i pezzi. Così, metà della sua pattuglia parlamentare ha sbattuto la porta e ha fondato ieri un nuovo gruppo. I quattro frondisti, che si chiameranno «Noi sud», sono il sottosegretario agli Esteri Enzo Scotti e gli onorevoli Arturo Iannacone, Luciano Sardelli, Antonio Milo ed Elio Belcastro. Il quale, contattato dal Giornale, ci tiene a dire che «non siamo un clone dell’Mpa». Le ragioni della diaspora sono tutte politiche: «Noi siamo per il bipolarismo e abbiamo fatto una scelta di campo chiara: stare con il centrodestra. Lombardo, invece, strizza l’occhio alla sinistra, tradendo la linea. E noi non ci stiamo». Federalista, a vocazione meridionale, il nuovo movimento vuole essere il pungolo all’interno della maggioranza affinché si attivi quel «piano Marshall per il Sud, la cui crescita interessa tutti, perfino quelli del Carroccio». Già, il Carroccio: un neo gruppo antileghista? «Senz’altro faremo da contrappeso. Ma anche Bossi ha tutto l’interesse che pure Campania, Calabria, Puglia, Sicilia ecc... crescano e si sviluppino tanto quanto il nord». Guai a definirli assistenzialisti: «Troppo assistenzialista e clientelare al Sud e privo di un progetto di rilancio e di sviluppo per il Mezzogiorno è il Pd. Un partito che ha nel governatore della Campania, Antonio Bassolino, l’emblema di una classe dirigente che ha aggravato, anziché risolvere, i problemi del Sud». Il presidente Lombardo, chiaramente, non l’ha presa bene e ha subito espulso i frondisti che gli hanno immediatamente risposto: «Dovrebbe espellere se stesso dal partito avendo tradito il popolo meridionale ed essendo stato il fautore di un ribaltone grazie al quale ora, in Sicilia, è alla guida di una giunta di centrosinistra».
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