(...) Tutti temi su cui i punti di vista sembrano essere sempre più divergenti. «Dora in poi - e quello di La Russa assomiglia molto a un ultimatum - quando una delibera si vota in giunta è perché i partiti hanno precedentemente dato il via libera. Lamministrazione altro non è che lespressione del consiglio comunale e delle forze politiche». Sempre più contrarie a decisioni impopolari, soprattutto alla vigilia di una campagna elettorale durante la quale dovranno andare a chiedere il voto ai milanesi. «Alle elezioni poi ci dobbiamo presentare noi - attacca un futuro candidato - mica Albertini».
Ancora più deciso lattacco della Lega che tutti rivogliono vedere nella stanza dei bottoni (La Russa: «Il nostro progetto più ambizioso, come Cdl, sarebbe quello di rifare una giunta con la Lega. Proprio per questo abbiamo discusso proprio dei temi che più stanno a cuore agli uomini di Bossi»). «I partiti politici - spiega il segretario cittadino Massimiliano Orsatti - con il vertice hanno raggiunto una loro unità. Ora vedremo se Albertini saprà adeguarsi». Parole chiarissime, ma a cui aggiunge ugualmente una velenosa postilla. «Adesso il pallino è in mano a Albertini, noi abbiamo presentato le nostre proposte su Sea e sugli altri temi di fine legislatura. Vedremo se il sindaco recepisce i nostri messaggi». Lappuntamento è per i prossimi giorni. Quando i segretari presenteranno al sindaco le richieste dei partiti. E poi mercoledì, con la giunta straordinaria convocata per discutere di Sea e cartolarizzazioni. Appuntamento prevedibilmente decisivo.
Smorza i toni Maurizio Lupi. A lui e allaltro deputato Luigi Casero, il premier Silvio Berlusconi ha affidato il compito di mettere un po di ordine nella coalizione, a Milano un po troppo rissosa. «Siamo contenti che i partiti abbiano ritrovato ununità. Che si ritorni a parlare di piena collaborazione con la Lega». È la metà piena del bicchiere, il vuoto sta nei rapporti tra i partiti e Albertini. «Non enfatizzerei - aggiunge -. Sono certo che il sindaco, quando andremo a sottoporgliele, condividerà le osservazioni fatte durante il vertice. È chiaro che nessuno vuole sminuire il lavoro che ha fatto. Ma è chiaro che si tratta solo di proseguire la sua strada pensando già al futuro». E così nella Casa delle libertà nasce il «Gruppo dei cento», un laboratorio politico per lanciare la nuova scalata del centrodestra a Palazzo Marino. Con Letizia Moratti, alla cui candidatura manca ormai solo lufficialità (La Russa: «Personalmente do per scontata la sua candidatura»), messa in pista dal centrodestra per la successione ad Albertini. Politici, esperti di settore, personalità delleconomia e della cultura che dovranno elaborare il programma elettorale del centrodestra. Incaricato di scegliere i nomi Maurizio Lupi, deputato ed ex assessore nella prima giunta Albertini. Uno che Milano la conosce bene. «Questo laboratorio non è paragonabile al Cantiere del centrosinistra - ironizza La Russa - perché lì ci sono i sogni, mentre qui si parlerà di cose concretamente da fare. Semmai può essere paragonato allOfficina che il centrodestra mise in campo per le elezioni del 2001 per preparare il programma, con una differenza però: allora eravamo allopposizione, mentre oggi siamo in maggioranza».