Washington «Con questa riforma i contribuenti non dovranno mai più pagare per salvare Wall Street». Lo ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Washington, subito prima di firmare la ratifica della riforma del sistema finanziario da lui fortemente voluta. La legge, ha aggiunto, «porrà un freno agli abusi e agli eccessi che hanno quasi fatto crollare lintero sistema finanziario». Per anni, ha rimarcato il presidente, questo sistema «è stato governato da regole antiquate e poco stringenti», ma la riforma «renderà il Paese più solido, portandolo verso un futuro più prospero».
Obama ha sottolineato che la nuova legge «fornisce sicurezza e obbligo di responsabilità per tutti», con «norme uguali per tutti». Chi non ha intenzione di ingannare ma vuole agire onestamente, ha aggiunto, «non ha alcuna ragione di avere paura di questa legge». La normativa, ha detto ancora il presidente, «porrà fine a pratiche scorrette nel settore dei crediti e dei mutui».
Tra gli altri punti evidenziati dal presidente, quello dei bonus dei manager, al centro di critiche aspre per le loro dimensioni astronomiche, concessi magari mentre le loro aziende navigavano in pessime acque. In proposito, ha detto, «gli azionisti avranno assai maggior voce in capitolo». Si eviteranno infine situazioni in cui una società è «too big to fail (troppo grande per fallire)», ha affermato Obama, «non avremo unaltro caso Aig», il riferimento al colosso assicurativo salvato a forza di miliardi di dollari proprio perché, appunto, troppo grande per fallire. Non ci saranno più, dunque, «salvataggi di emergenza pagati dai contribuenti».
Obama firma La riforma finanziaria ora è legge
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