«Occhio ai dentisti low cost usano materiali pericolosi»

Promettono sorrisi smaglianti low cost, pulizie dentali a 40 euro e impianti tutto compreso con poche centiniaia di quattrini. Solo nell’ultimo anno a Milano ne sono sorti una decina. Al ritmo di uno al mese, spesso con le vetrine che danno sulla strada come un normale negozio, stanno proliferando le cliniche odontoiatriche low cost. Spesso create con capitali che arrivano dall’estero, dalla Spagna in primis, hanno prezzi che fanno veramente concorrenza a quelli praticati nei Paesi dell’Est.
Una corsa al ribasso che ha fatto dire al presidente dell’ordine degli odontoiatri milanesi, Valerio Brucoli: «I dentisti sono sotto assedio». «Non c’è giorno - ha scritto Brucoli in una lettera inviata a tutti gli iscritti - che l’odontoiatria non abbia gli onori della cronaca, in negativo. L’ultimo passaggio, a seguito di libere associazioni estrapolate dalle statistiche del Censis, suona più o meno così: gli italiani non hanno più soldi e i pochi spiccioli rimasti sono portati via dai dentisti, tanto che si registra un meno 30 per cento di cure perché troppo costose». Da qui la corsa a prezzi che non si possono neppure definire competitivi, ma proprio sotto costo.
«È la novità del momento - spiega Brucoli -, si tratta di mega strutture alcune con 30-40 poltrone che offrono cure low cost. Ma attenzione, perché spesso il sotto costo coincide con la sotto qualità. E non stiamo parlando di un’automobile, ma della propria salute». E mette in guardia: «Spesso per poter praticare quei prezzi inferiori anche fino al 50 per cento utilizzano neo laureati pagati 12 euro all’ora che ovviamente fanno pratica sulla bocca dei pazienti o peggio ancora usano materiali e protesi che arrivano dall’India, dalla Turchia o dalla Cina. È già successo all’estero. Dopo un anno magari l'impianto è già rotto oppure si scopre che i materiali utilizzati non erano a norma o addirittura nocivi per la salute». In Francia per esempio é scandalo nel settore dentale: gli organi preposti hanno riscontrato che nella ceramica utilizzata nelle protesi provenienti dalla Cina e dall’India sono presenti tracce di piombo. I dentisti coinvolti sono accusati di truffa perché, tra l’altro, facevano pagare ai pazienti corone a mille euro che loro al laboratorio indiano avevano pagato 50 euro. È vero tuttavia che i prezzi dei dentisti sono spesso da capogiro. «Questo perché il cittadino non è abituato a pagarsi le cure sanitarie. Gli ospedali sono gratuiti, la gente non sa quanto costano interventi e cure. Solo davanti al dentista i contribuenti toccano con mano la spesa sanitaria» dice ancora il presidente dell’ordine. Che aggiunge: «È chiaro: non si può nascondere che in periodi di vacche grasse alcuni professionsiti ci abbiano marciato, facendo addirittura i prezzi a seconda del portafogli che avevano di fronte. Oggi dei 3.800 odontoiatri che ci sono a Milano tutti hanno avuto un calo di almeno il 20 per cento. Alcuni, non molti, quelli che avevano poca clientela hanno dovuto chiudere, oppure hanno aperto in franchising un centro low cost. Ma gestire uno studio dentistico costa moltissimo. Le spese di gestione sono alte. Aprirne uno ex novo è praticamente impossibile. Ci vogliono 500-600mila euro solo per le attrezzature e la messa a norma della struttura. Negli ultimi dieci anni sa quanti giovani neo laureati hanno aperto uno studio in proprio a Milano? Quattro, forse cinque. Ben venga una riflessione sui prezzi dei dentisti. Io invito tutti i colleghi ad applicare prezzi equi. Non certo low cost».

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