Olimpiadi, la sfida tra Obama e Pelè

La corsa alla candidatura olimpica, più che una sfida fra città, è diventata una partita fra personaggi famosi O Rei: "Vinciamo noi 2 a 1 perché abbiamo Lula e il sottoscritto". Ma gli Usa, oltre al presiedente, schierano fra i sostenitori anche Michael Jordan

La contesa per l'assegnazione delle Olimpiadi del 2016 – che dovrebbe essere una sorta di partita fra città - si è ormai trasformata in una sfida fra i personaggi più popolari del pianeta. Nello specifico, fra Barack Obama appoggiato – ovviamente – dalla consorte e il più grande calciatore di tutti i tempi: o Rei. Parlando a Copenaghen, dove si trova in qualità di testimonial della candidatura olimpica di Rio, 'O Rei' ha detto di considerare la metropoli carioca come la favorita nonostante nella capitale danese sia in arrivo il presidente degli Usa per sostenere la candidatura olimpica di Chicago. Intervistato da Tv Globo Pelé ha detto infatti che "la sfida di Rio de Janeiro è contro Madrid, Tokyo e Chicago, non contro Obama. Comunque se loro hanno Obama, noi abbiamo Lula e Pelé. Quindi finirà 2-1 per Rio". Il miglior calciatore di ogni tempo (assieme a Maradona, come da referendum Fifa) non prende minimamente in considerazione il fatto che a rappresentare Chicago il 2 ottobre ci sarà, oltre all’uomo più potente del mondo, anche il miglior giocatore di basket di ogni epoca, quel Michael Jordan che anni fa alcune ricerche di mercato stabilirono essere più popolare perfino dello stesso Pelé. Dopo aver detto che "solo il Sudamerica non ha ancora ricevuto le Olimpiadi (dimentica l'Africa n.d.r.), perché stavolta non deve toccare a noi?", il calciatore tre volte campione del mondo ha espresso il rimpianto di non aver mai potuto partecipare ai Giochi. "Sono diventato calciatore professionista a 16 anni - ha detto Pelé - e all'epoca questo nel mio sport voleva dire essere automaticamente fuori dalle Olimpiadi. Mi è sempre dispiaciuto, avrei tanto voluto vivere questa esperienza unica".