"Omosessuali perversi" Israele si scopre omofoba

Il 46% degli israeliani ritiene l’omosessualità una forma di perversione. Lo rivela un sondaggio pubblicato dal sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Oggi, a una settimana dalla strage nel locale gay di Tel Aviv, in piazza le associazioni anti omofobia 

"Omosessuali perversi" 
Israele si scopre omofoba

Tel Aviv- Lo stato di Israele si rivela omofobobo. Per quasi la metà degli abitanti, il 46%, l’omosessualità è una forma di perversione. Lo rivela un sondaggio Haaretz-Dialog, pubblicato dal sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Il 42% ritiene invece che non lo sia, mentre il 12% non ha una idea precisa al riguardo. E tra gli ultra-ortodossi la percentuale di coloro che pensano che l’omosessualità sia una perversione sale fino al 71%.

Ma gli omofobi potrebbero essere di più Il professor Camil Fuchs, autore del sondaggio, ha spiegato che il fatto che la rilevazione sia stata condotta poco dopo la carneficina del circolo gay di via Nahmani, a Tel Aviv - dove sabato scorso uno sconosciuto ha ucciso a raffiche di mitra un ragazzo e una ragazza e ha ferito altri 12 giovani- potrebbe aver influenzato il campione intervistato. Alcune persone - osserva Fuchs - potrebbero aver infatti ritenuto sconveniente manifestare la propria avversione agli omosessuali in questo momento.

Anche Peres al raduno di oggi contro omofobia Intanto oggi i movimenti di omosessuali israeliani organizzano un movimento di protesta contro l'omofobia al quale ha annunciato la sua presenza anche il presidente Shimon Peres. Teatro della manifestazione è piazza Rabin, luogo simbolo della città più tollerante e permissiva d’Israele intitolato all’ex premier laburista Yitzhak Rabin che in quella stessa spianata - nel 1995 - venne assassinato dopo un grande raduno per la pace da un estremista della destra ebraica nazionalista. La commemorazione si svolge mentre si attendono gli esiti delle indagini sull’attacco di sabato scorso. Indagini che non hanno portato finora ad alcun arresto e che - scartata fin da subito dagli stessi investigatori la pista del terrorismo palestinese - continuano a oscillare fra l’ipotesi di un crimine d’odio, improntato all’omofobia, e quella di una qualche asserita "matrice passionale" o di pura follia.

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