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Ora iniziative speciali ma 70mila studenti in meno a settembre

Per colmare i ritardi del Mezzogiorno e contrastare la dispersione scolastica non basta l'impegno costante di bravi insegnanti

Ora iniziative speciali ma 70mila studenti in meno a settembre

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Per colmare i ritardi del Mezzogiorno e contrastare la dispersione scolastica non basta l'impegno costante di bravi insegnanti. Servono anche uomini e mezzi da mettere in campo affinché la scuola diventi ospitale, attrattiva e più calata nella realtà del territorio. Ne è convinto anche il ministero dell'Istruzione che ha approvato un progetto pilota biennale, «Agenda Sud» e coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In queste regioni, da settembre, saranno messe sotto la lente di ingrandimento ben 150 scuole, dalle primarie alle superiori. Sono state selezionate dall'Invalsi in base a dati relativi ai tassi di dispersione scolastica, abbandono in corso d'anno, assenze, fragilità nei risultati degli apprendimenti, contesto socio-economico. L'Agenda conta di cambiare approccio del sistema scolastico e catturare l'attenzione dei ragazzi più disagiati. Il nuovo anno scolastico, 2023-2024 sarà dunque pieno di sfide a fronte di un numero sempre più ridotto di alunni. Secondo i dati dell'Anagrafe nazionale statistica del ministero dell'Istruzione e del Merito, saranno quasi 86.989 gli studenti in meno rispetto all'anno in corso: 13mila studenti in meno in Campania, 11mila in Lombardia, 11.600 in Puglia. Asili ed elementari soffrono della denatalità più volte denunciata nel corso degli ultimi anni. Ci saranno 11.763 bambini in meno negli asili oltre 38mila alle elementari con un crollo dell'1,7%. Anche alle medie inferiori mancheranno all'appello 21.650 ragazzini mentre più contenuto sarà il calo alle superiori: 15.142, che corrisponde ad una decrescita dello 0,6%. In controtendenza sono invece le immatricolazioni dell'università. Nell'anno accademico in corso, sono 7.000 in più e questo fa ben sperare in un maggior interesse per gli studi universitari. I corsi di laurea preferiti? Rimane costante sul totale degli studenti la quota degli iscritti per l'area Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica): circa il 30% delle nuove immatricolazioni. Ma il tentativo di ridurre il divario tra Nord e Sud dovrebbe essere fatto anche nelle università visto che oltre il 50% degli avvii di carriera degli studenti delle lauree magistrali avviene in cinque metropoli: Roma, Milano, Bologna, Napoli e Torino. Le migrazioni per motivi di studio sono quasi sempre dal Mezzogiorno al Centro-Nord: il 28% dei giovani del Sud decide di conseguire la laurea in atenei del Centro e del Nord, mentre il 92% di chi proviene dall'estero sceglie di studiare nel Centro-Nord.

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