Ormai X Factor è meglio di Sanremo

Ha vinto il pezzo migliore; hanno vinto lo spettacolo televisivo e le canzoni; hanno vinto i giudici e lo stile di Alessandro Cattelan, il miglior intrattenitore del nostro piccolo schermo. Bravi tutti.

Passano gli anni e X Factor migliora, come il buon vino. Eppure le indiscrezioni ammettono grandi cambiamenti per l'edizione numero 13, che si rendono necessari quando il meccanismo funziona bene, prima di eventuali scricchiolii. Il trionfo, non così prevedibile, di Anastasio ha detto sostanzialmente due cose: premiata la scrittura originale del brano ancor prima dell'interprete; il rap si sta bastardizzando nel pop, lasciando da parte quell'eccesso di trasgressione artefatta e di volgarità programmata altrove ridondante. Altra storia il ragazzo di Napoli rispetto alle gorgheggianti Naomi e Luna (brave ma come loro se ne trovano tante) e anche meglio dei Bowland, tecnici, professionali ma che non scaldano il cuore, oltre a rimandare troppo alla scena inglese degli anni '90. Personalmente avrei preferito in finale la rivelazione Martina (la sua Cherofobia è il singolo che spacca) e forse anche Leo Gassman, sensibile e romantico.

Probabilmente il prossimo X Factor avrà giudici tutti nuovi. Finisce l'esperienza di Manuel Agnelli che ha voglia di tornare alla sua musica dopo essersi inventato un ruolo nuovo. Non ne ha più voglia Fedez, il veterano, che dal concorso ha ottenuto indubbi vantaggi in termini di popolarità. Non ha funzionato Lodo Guenzi, chiamato a sostituire Asia Argento (non sarà un personaggio positivo, ma è tutt'altra cosa rispetto allo scontato frontman de Lo Stato Sociale). Quanto a Mara Maionchi, la terrei sempre, è la migliore, la più incisiva, stilosa anche nell'abbigliamento kitsch e nell'uso del turpiloquio. Una certezza, insomma. Un bravo anche a Simone Ferrari, chiamato a sostituire Luca Tommassini nel ruolo del direttore artistico. Uno stile nuovo, ugualmente spettacolare e a tratti persino più contemporaneo.

Insomma la macchina funziona. Funziona a tal punto che persino il Festival di Sanremo ormai fa la ricorsa al talent di Sky. La prossima settimana assisteremo alla novità del concorso per i giovani in due puntate, presentato dalla strana coppia Baudo Rovazzi. Un grande rischio quello che corre Claudio Baglioni, che l'ha fortemente voluto. Il confronto sarà inevitabile.

Celebriamo quindi un programma entrato nella storia della televisione. X Factor, seguitissimo in Italia più che in altri Paesi, ha cambiato il modo di fare spettacolo, modificando la gara canora e facendola ritornare un fenomeno di costume amplificato dai social. Uno spettacolo intra-generazionale che commentano ragazzi e adulti. Difficile uscire di casa il giovedì sera e mancare l'appuntamento con Cattelan e la sua crew. Ne siamo tutti dipendenti, inutile nasconderlo. Lunga vita a X Factor. Come ogni anno, non ci resta che aspettare il prossimo.

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Commenti

Fjr

Dom, 16/12/2018 - 11:31

Come dire che basta davvero poco per fare televisione nel nostro paese