Gli orrori della caccia al delfino in Giappone finiscono su Youtube

Le raccapriccianti immagini tratte dal film "Taiji la baia del massacro", premiato quest'anno al Sundance Festival, stanno creando imbarazzo al Giappone

Cento delfini dal naso a bottiglia e cinquanta balene pilota sono il triste bottino della prima battuta di pesca della stagione, iniziata ufficialmente in Giappone il primo settembre e inaugurata lo scorso 12 settembre nella baia «del massacro» di Taiji, città costiera a sud di Osaka. La prefettura di Wakayama, in cui si trova la città, ha dichiarato mentendo spudoratamente che dei cento delfini catturati, i 40 o 50 esemplari «più belli» saranno venduti agli acquari, gli altri saranno invece rilasciati in mare. La carne di balena e di delfino (chiamato la «piccola balena») sarà venduta ai mercati del pesce per essere consumata. Ad accompagnare la pesca non sono mancate le proteste e gli scontri tra gli animalisti e i pescatori locali, inaspriti quest'anno dal successo del film documentario dei due registi Louie Psihoyos e Richard O' Barry (The Cove, «La Baia»), presentato e premiato all'edizione 2009 del Sundance Film Festival negli Usa. Dopo aver tentato invano di ottenere l'autorizzazione della città di Taiji, i due registi hanno girato il film grazie a telecamere nascoste sul fondo della baia. In questo modo sono riusciti a riprendere e trasmettere con raccapricciante realismo l'orrore del mare tinto di rosso dopo il massacro.
Le immagini, trasmesse anche sul portale Youtube, hanno fatto il giro del mondo scioccando l'opinione pubblica e costando ai due registi un'accoglienza molto fredda nelle successive visite in Giappone. Dopo la proiezione del film la città australiana di Broome ha rotto il gemellaggio con quella di Taiji per protestare contro la pesca. I giapponesi continuano tuttavia a ribadire la loro estraneità alle argomentazioni dei detrattori stranieri. «In Occidente si mangia la carne di manzo, di maiale e di pollo. Noi invece mangiamo quella di delfino e di balena, è la stessa cosa», è il commento più facile da ascoltare, mentre la città di Taiji ricorda che ogni anno sono organizzate cerimonie rituali per rendere omaggio agli spiriti dei delfini e delle balene morte.
La stagione della pesca è appena iniziata, ma si preannuncia molto calda. Nonostante alcune concessioni dei pescatori di Taiji, la quota assegnata loro dalla International Whaling Commission per quest'anno è di 240 pezzi, tra delfini e balene. Ora dunque a infuocare la baia di Taiji potrebbero essere i nuovi scontri tra pescatori e animalisti.