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Abbassamento dell'udito: cause e rimedi

La presbiacusia (abbassamento dell'udito) è un disturbo che insorge dopo i 70 anni. Si manifesta con la difficoltà a sentire o distingue in modo corretto i suoni. Ecco quali sono le cause e i rimedi

Abbassamento dell'udito negli over: cause e rimedi
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La presbiacusia, altrimenti nota come abbassamento dell’udito, è un fenomeno che si verifica durante l’età senile. Non si tratta di una patologia ma di un disturbo progressivo e lento che può diventare invalidante per chi ne è affetto. Le cause possono essere varie: da fisiologiche a secondarie, cioè, derivanti da una malattia pregressa o trascurata (ad esempio un otite). Quanto alla terapia, non esiste una vera e propria cura ma si può intervenire in modo da evitare o prevenire un eventuale aggravamento.

Cos’è l’abbassamento dell’udito

Orecchio

Quando si parla di abbassamento dell’udito, ci si riferisce a una condizione che riguarda soprattutto gli anziani: in Italia il fenomeno interessa circa il 40% della popolazione ultrasettantenne, sia maschile che femminile.

Dal punto di vista clinico, la definizione corretta è presbiacusia ed indica un decadimento della funzione uditiva. Si tratta di un processo fisiologico dovuto, ad eccezione di casi specifici, al deterioramento delle cellule neurosensoriali dell’orecchio che diminuiscono con l’incedere dell’età.

Le cellule uditive neurosensoriali sono recettori in grado di trasformare l’impulso esterno in corrente elettrica che, poi, il nervo acustico trasporta alle aree cerebrali deputate alla decodificazione in suono. Quando le cellule percettive si riducono insorge il deficit uditivo, più o meno evidente, dipende dai casi.

Campanelli d’allarme e cause

visita audiologica

Una soglia uditiva è considerata normale quando è in grado di percepire suoni compresi tra zero e 20 Decibel (Db). Pertanto, al superamento del valore massimo, parliamo di sordità. Può essere di tre tipi:

  • lieve (capacità di percepire i suoni compresi tra 20 e 40 Db);
  • media (tra 40 e 60 Db);
  • grave (oltre i 60 Db).

All’inizio, l’abbassamento dell’udito si manifesta con la difficoltà da parte della persona a captare suoni acuti (quelli che rientrano in uno spettro ad alte frequenze). Quindi, per fare un esempio pratico, se la persona non sente più lo squillo del telefono o ascolta la tv a volume altissimo, probabilmente la sua capacità uditiva è calata. Poi, via via, la situazione può degenerare. Al punto da non comprendere la conversanzione in un contesto con rumori competivi di sottofondo.

Circa le cause della presbiacusia, ad esclusione dei casi di familiarità genetica, possono essere varie. In primis fisiologiche, dovute cioè al decadimento delle cellule neurosensoriali, poi vi sono quelle trasmissive e infine, miste.

La forma trasmissiva fa capo a un problema interno all’orecchio che impedisce la corretta percezione del suono. Nei casi più lievi può trattarsi di un semplice tappo di cerume, oppure, una infiammazione. Altrimenti, in quelli più severi, di un danneggiamento della membrana timpanica (timpano ndr).

Circa, invece, la forma mista di presbiacusia include sia il primo che il secondo caso. Non è raro, infatti, che una malattia pregressa (mal curata) comporti, con l’avanzare dell’età, un abbassamento dell’udito.

Rimedi e prevenzione

Cruciverba

Dal momento che la presbiacusia è un disturbo percettivo, non può essere trattata con un’apposita terapia farmacologica. Esistono, però, degli esercizi in grado di limitare o prevenire una eventuale aggravamento. Ecco quali sono:

  • fare cruciverba e giochi di parole;
  • praticare quotidianamente esercizio fisico:
  • ricorrere a tecniche di rilassamento, meditazione o yoga;
  • allenare l’orecchio ad isolare singoli suoni.

È stato dimostrato, infatti, che esiste una strettissima correlazione tra salute mentale e decadimento uditivo. Talvolta, gli anziani con deficit percettivi sono affetti anche da disturbi d’ansia e depressione in quanto costretti a una condizione di isolamento forzato per la difficoltà a comprendere i propri interlocutori. In ragione di ciò, gli esperti suggeriscono di "allenare il cervello" con attività di stimolazione cognitiva.

Anche l’alimentazione può fare la differenza: limitare i cibi grassi aiuta a proteggere (anche) il microcircolo interno dell’orecchio. Nei casi più gravi, previo riscontro medico e test dell’udito, può essere utile il ricorso ad un apparecchio acustico che agisce da amplificatore dei suoni.

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