Cocktail e superalcolici: quanti berne a 60 anni

Cosa sapere sul consumo di cocktail e superalcolici dopo i 60 anni: cosa dicono le ricerche e quanti berne al massimo ogni singolo giorno

Cocktail e superalcolici: quanti berne a 60 anni

Il consumo di cocktail e superalcolici non è mai qualcosa da prendere alla leggera. A tutte le età c’è sempre una soglia da non superare, un limite tra uso e abuso da non sorpassare, e spesso questo limite dipende da diversi fattori come il genere, il peso corporeo e il trascorrere del tempo. Ma cosa c’è da sapere per gli over 60?

Effetti dell’alcol sugli over

Come spiega la Fondazione Veronesi, gli over 60a parità di consumo alcolico […] raggiungono più elevati livelli di concentrazione di alcol nel sangue e hanno una minore tolleranza agli effetti negativi legati all’assunzione”. Questo significa che, senza distinzione di genere, l’alcol si “regge” meno una volta compiuti i 60-65 anni.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità in merito al periodo 2017-2020 danno un quadro ben preciso del consumo di alcol tra gli over italiani. Il 61% di loro ha affermato di non bere bevande alcoliche, mentre il 20% ne fa un uso moderato e il 19% un uso oltre la soglia di rischio per la salute. Il fattore positivo è che questo abuso si riduce con il passare degli anni e che il consumo oltre la soglia di rischio equivale a 2 unità alcoliche al giorno, ossia un paio di bicchieri di vino a tavola, uno a pranzo e uno a cena.

Non bisogna dimenticare però che anche questo consumo, per così dire legato alla tradizione, può essere comunque dannoso per la salute: ad esempio, diversi studi sono concordi nel dire che bere alcol moderatamente, ma farlo ogni giorno, può accrescere la possibilità di contrarre il tumore al seno. Inoltre, tra i vari rischi salute che si possono venire a creare o aggravare, ci sono:

  • malattie dell’apparato digerente;
  • problemi al sistema nervoso centrale;
  • rallentamento dei riflessi;
  • interazione con i farmaci che si stanno assumendo;
  • disturbi del sonno;
  • ansia e depressione.

Soglia dell’alcol

Niente allarmi però: tutte queste malattie, disturbi e problemi per la salute si riferiscono per lo più all’abuso di cocktail, alcolici e superalcolici. Bere drink con moderazione, non tutti i giorni magari, può invece contrastare la possibilità che insorgano malattie cardiovascolari. Questa moderazione, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, equivale a una quantità quotidiana massima ben precisa, cioè 12 grammi di alcol al giorno, ossia una unità alcolica: in pratica, il proverbiale bicchiere di vino a tavola o una birra leggera.

I long drink



Molto diverso è quindi il discorso quando si parla di cocktail o superalcolici, dove la quantità d’alcol è decisamente maggiore rispetto al bicchiere di vino. Questo però non significa doversi privare in toto di una bevanda che magari può essere consumata una tantum e in maniera intelligente.

La soluzione è per lo più nei long drink, che sono composti da una sostanza alcolica e una sostanza analcolica, dal gin lemon al Bellini, passando per la caipiroska, lo screwdriver e molti altri. Preparandoseli in proprio con un basso contenuto di alcol o chiedendo al proprio bartender di preparare qualcosa di più leggero rispetto alla ricetta standard, i long drink permettono ampiamente di stare entro la soglia dell’alcol consigliata. Poi, una volta ogni tanto, si può anche sforare un po’: l’importante è, come sempre, non mettersi alla guida o dover svolgere attività che richiedono un’alta soglia dell’attenzione.

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