Pace fatta tra Alemanno e Carla Fracci Il sindaco: assisterò a «Romeo e Giulietta»

Quando si è trovata di fronte una barriera di fotografi ad attenderla all’uscita da Palazzo Senatorio Carla Fracci ha mostrato una faccia stupita e ha mormorato: «non mi aspettavo tanta attenzione». Ieri infatti si è tenuto il tanto sospirato incontro tra l’etoile e il primo cittadino della capitale. Un incontro che la Fracci chiedeva da due anni e che il sindaco non ha mai avuto il tempo in tutto questo tempo di accettare. Tanto che, durante la celebre assembla dei lavoratori degli enti lirici la celebre ballerina (ora responsabile del corpo di ballo del Teatro dell’Opera) apostrofò proprio Alemanno accusandolo, in buona sostanza, di pilatismo, riguardo il tanto desiderato rinnovo del contratto per la Fracci (poi non concesso). L’incontro di ieri si è chiuso tra sorrisi e strette di mano. La Fracci, a parte il commento sui fotografi, non ha rilasciato dichiarazioni. Il sindaco invece non ha perso l’occasione di sfruttare anche questa modesta ribalta. «Ci siamo reciprocamente scusati - ha spiegato ai cronisti presenti - : io di non averla ricevuta per due anni, lei per l’intemperanza al Teatro dell’Opera». Alemanno, riferendosi ai due anni di attesa per l’incontro, ha poi spiegato: «In realtà è dipeso dall’attesa del maestro Riccardo Muti che ha generato questi rinvii».
«Con la signora Fracci - ha aggiunto il sindaco - abbiamo parlato soprattutto del futuro del Corpo di ballo del Teatro ed io le ho garantito che non c’è nessuna volontà di smantellarlo, ma anzi di rilanciarlo insieme con il rilancio dello stesso ente lirico».
«Siamo in attesa di firmare con il maestro Muti - ha aggiunto Alemanno -: non appena avverrà definiremo tutte le prospettive artistiche del Teatro». Il primo cittadino ha poi concluso dicendo: «ho promesso alla signora Fracci di andare alla prima di Romeo e Giulietta (in programma alle Terme di Caracalla l’uno e il due luglio per la stagione estiva dell’Opera, ndr), dopodiché ci rivedremo anche con il maestro Muti».
Allo studio anche la possibilità di costituire una sorta di Corpo di ballo nazionale. «È un vecchio progetto - ha concluso Alemanno - che condividevamo. Questo però non dipende tanto da noi quanto, appunto, dal soprintendente e dal maestro Muti».

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