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In via Padova litigio con un coltello e spaccio. Due nordafricani in cella

In via Padova litigio con un coltello e spaccio. Due nordafricani in cella
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Aria pesante venerdì sera in via Padova poco prima di mezzanotte. Due uomini litigano forte, urla, spintoni. Poi un egiziano 23enne estrae dai pantaloni un coltello lungo oltre 20 centimetri: lama che luccica sotto i lampioni, minaccia pura. La reazione dell'altro non si fa attendere: scappa a gambe levate. Interviene la polizia locale, non è una passeggiata bloccare l'egiziano che oppone resistenza, ma finisce a terra ammanettato. In tasca: 10 grammi di hashish in tre dosi pronte, una pasticca di oxycodone, una di Rivotril. Precedenti specifici, niente da inventarsi. Arresto per spaccio e porto abusivo di coltello.

Ma non è finita. Sempre in via Padova, stesso venerdì, l'Unità Territoriale 2 ferma sul fatto un altro spacciatore. Algerino, classe 1999, consegna modesta: 2,5 grammi di hashish. Roba da poco, ma il dettaglio che pesa è un altro: arrestato il giorno prima per furto in hotel, direttissima, obbligo di dimora. Non rispettato. Manette di nuovo, stavolta per spaccio e violazione misura cautelare.

Due arresti in poche ore, stessa via, stessa miscela tossica: droga, lame, zero rispetto per le regole. Via Padova non è un boulevard, è un fronte. Giovani nordafricani, vite già segnate da fogli di via e denunce, che girano armati e con dosi in tasca come se fosse normale. Uno tira fuori un coltello da 20 cm in una lite da nulla, l'altro ignora l'obbligo di stare fermo dopo un furto.

La polizia locale lavora

di notte, blocca, perquisisce, porta in cella. Controlli, sirene, manette che scattano sotto i neon dei kebab e delle sale scommesse. Intanto i residenti chiudono le finestre prima, camminano veloci, evitano certi angoli.

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