La pagella di Ziliani scivola sulla saponetta

Un bravo portiere come Valerio Fiori preso in giro (gratuitamente) dal professorino di «Controcampo»

Con un'enfasi riservata ai grandi della Storia, Alberto Brandi (voto: 4) conduttore di Controcampo (voto: 5) ha presentato il ritorno della «temuta» (ma da chi?) rubrica «La Pagella di Paolo Ziliani» (voto: 2) definita da Mughini (voto: 3) un «pilastro» della trasmissione.
Ziliani si diverte a dare i voti a tutti e, fin qui, niente di particolarmente originale (il 99% dei giornalisti sportivi ormai si sente realizzato solo se può dispensare sufficienze e insufficienze trattando i calciatori come scolaretti). Ma a Ziliani il ruolo di maestro con il registro di classe sottobraccio deve sembrare troppo limitativo: lui, oltre che animo pedagogico-didattico, ha cuore da fine umorista; roba che Giovanni Cacioppo (o Calcioppo?) di Zelig (voto: 5), al suo confronto, sembra un pippone.
Ecco che allora il «divertentissimo Ziliani» (almeno secondo Brandi e Mughini) le sue «pagelle» le imbottisce di ironia, le impana nel sarcasmo, le guarnisce con pannosi riccioli di satira. La prova di tanta sagacia dolciaria? Il «4,5» appiopparo dal pasticcere Ziliani al portiere pasticcione della Lazio, Muslera, uno che alterna grandi parate a papere clamorose. Ma a lascire perplessi non è tanto il «4,5» di Ziliani a Muslera, ma il suo «editoriale» effetto-strizzatina d'occhio, il suo «elzeviro» modello-cabaret, il suo «corsivo» da bar sport.
A scanso di equivoci, lo riproponiamo integralmente: «C'era una volta Saponetta Fiori. Che non è un articolo da bagno ma Valerio Fiori, portiere della Lazio anni 80, passato alla storia col soprannome di Saponetta perché la palla gli sfuggiva di mano come fosse, appunto, un prodotto Camay. Ebbene, a distanza di 20 anni la notizia è che Saponetta è tornato. Si è reincarnato in Fernando Muslera, 23 anni, portierino venuto dall'Uruguay. Che non per niente fa rima con guai. A volte ritornano. Su con la vita».
Caro Ziliani, a questo punto, permettici qualche osservazione. Uno: la spiegazione del concetto di «Saponetta» potevi risparmiartela, perfino i telespettatori di Controcampo potevano arrivarci da soli.
Due: Valerio Fiori (voto: 7) è stato un dignitosissimo portiere, anche se quei «farabutti» della Gialappa's Band lo ribatezzarono crudelmente «Saponetta Fiori». A trent'anni di distanza, riesumare la vecchia barzelletta di «Saponetta Fiori» ci sembra, da parte tua, una «scivolata» (vedi, piccoli Ziliani crescono...) di cattivo gusto.
Tre: Valerio Fiori non si è «reincarnato» in Muslera, se Muslera va a farfalle è solo colpa sua...
Quattro: Ora che ci hai cortesemente erudito riguardo la genesi dell'originale metafora riferita a «Saponetta», ti inviterei nelle prossime settimane a svelarci il senso di altre oscure immagini usate frequentemente dai voi commentatori sportivi. Ad esempio «fare la barba al palo», «la lotteria dei rigori» e - ovviamente - «andare a farfalle».