Due famiglie contro: prima la rissa in strada, poi le botte al Pronto soccorso

Una rissa prima verbale, poi fisica degenerata in pochissimo tempo dalla strada al Pronto soccorso dell'ospedale Buccheri La Ferla. Mistero sulle cause che hanno portato alla lite

Prima la lite e le botte in strada, poi la scazzottata al pronto soccorso dell'ospedale. Una rissa tra due nuclei familiari è degenerata facendo temere per il peggio. Accade a Palermo, nel quartiere dello Sperone, periferia sud della città. I carabinieri hanno denunciato in stato di libertà per rissa sette persone: cinque donne e due uomini appartenenti a due nuclei familiari distinti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la discussione è scoppiata per strada, in via Sacco e Vanzetti. Urla, schiaffi e pugni che hanno costretto i sette a ricorrere alle cure mediche. Giunti al pronto soccorso, le due famiglie si sono accorte di essere andate nella stessa struttura sanitaria. E così, è bastato uno sguardo per riaccendere gli animi. Nei locali del nosocomio è iniziato il secondo round di una lite che ha coinvolto anche gli altri pazienti in attesa di essere medicati. C'è stato un fuggi fuggi generale, nella speranza di non venire coinvolti.

Sono dovute intervenire diverse pattuglie dei carabinieri del Radiomobile per placare gli animi. Cinque dei sette sono stati sottoposti ad accertamenti e dimessi in serata. Per due uomini, che hanno riportato alcune fratture alle mani e alle costole, la prognosi è di 20 giorni; per gli altri feriti, tra cui tre donne, la prognosi va dai 5 agli 8 giorni. Interrogati dai militari dell'Arma, i sette non hanno saputo dare una giustificazione per il loro comportamento: soltanto una ricostruzione parziale che gli stessi carabinieri hanno definito una rissa scoppiata per futili motivi. Per tutti e sette è scattata la denuncia, mentre cinque di loro hanno riportato ferite e fratture. I medici li hanno dimessi con prognosi fino a 20 giorni. Nel dettaglio, la denuncia è scattata nei confronti di quattro uomini e tre donne, accusati di rissa. Purtroppo non è il primo caso che si verifica nei quartieri più periferici della città. Lo Sperone da almeno trent'anni vive ai margini della città a causa soprattutto della povertà economica, dei fenomeni di disagio sociale, dispersione scolastica e criminalità, così come della mancanza di servizi essenziali che hanno reso l'area gravemente degradata.