Forno crematorio sempre guasto: lo strano business dei funerali

Dalla Sicilia occidentale a Messina oppure in Calabria per la cremazione dei propri congiunti. Un business che arricchisce qualcuno

Forno crematorio sempre guasto: lo strano business dei funerali

I palermitani lo sanno: "A Palermo è vietato morire perché non c'è più spazio per i morti". Un cartello campeggia da anni in viale Regione siciliana, l'arteria principale della città. Quel cartello è visibile agli occhi di tutti gli automobilisti fermi al semaforo della circonvallazione all'angolo con via Pitré. Un'amara verità perché la situazione dei cimiteri cittadini è ormai al collasso e non ci sono novità sul nuovo cimitero di Ciaculli a sud della città. Un progetto faraonico da 4 milioni di euro e fermo dal 2015. Oltre il danno la beffa, perché oltre la difficoltà oggettiva alle tumulazioni si aggiunge anche la spiacevole situazione di chi decide di cremare i propri defunti. Il forno crematorio del cimitero dei Rotoli, l’unico impianto nella Sicilia occidentale, è guasto da oltre 50 giorni e quando viene riparato entra in funzione per 7-10 giorni prima di fermarsi nuovamente.

Il Comune non accetta nuove istanze, in attesa della riparazione dell’impianto che secondo una stima dovrebbe costare qualcosa come 10mila euro. E così chi vuole cremare i propri cari deve rivolgersi ad un servizio di trasporto privato che trasferisce la salma a Messina (225 chilometri), oppure superare lo Stretto e arrivare fino a Cosenza, in Calabria. Un esborso economico senza precedenti che si aggiunge agli altissimi costi di un funerale che sono tutte a carico delle famiglie. E adesso, c'è il boom di richieste dalla Sicilia per il trasferimento delle salme, la cremazione a Cosenza e il ritorno dell'urna in Sicilia. Tutto nel giro di 3 giorni, alla modifica cifra di mille euro contro il 477 euro previsti dal comune di Palermo. A cui vanno aggiunti tutti i servizi extra di un funerale che raggiunge un costo medio di 3mila euro a salma.

Eppure sul forno crematorio sempre guasto bisogna fare una precisazione. Il forno è vecchio di trent'anni: i guasti sono frequenti e costringono anche a continue interruzioni del servizio. A raccontarlo sono gli stessi familiari che hanno riferito come lo scorso settembre abbiano vissuto una situazione kafkiana con il forno crematorio riparato di mattina e poi guasto nel pomeriggio. Troppo strano e in molti denunciano da tempo che qualcosa non vada nel servizio. "Il provvedimento autorizzativo viene emesso dall’amministrazione comunale, a seguito dell’accettazione dell’istanza e del pagamento dei diritti spettanti, e il servizio viene espletato all’interno del cimitero di S. Maria dei Rotoli", spiegano dal Comune. In camera mortuaria intanto le salme in attesa di cremazione sono già una ventina e la lista è destinata ad allungarsi.

L'amministrazione comunale dal canto suo, sostiene di aver messo in campo tutte le strategie necessarie per l'ampliamento del cimitero dei Rotoli con la creazione di 945 loculi alle falde di monte Pellegrino, altri 800 ai Cappuccini e due progetti per l’ampliamento di Santa Maria di Gesù. Nel progetto c'è anche l'affidamento della progettazione per l'ampliamento e il rifacimento del forno già esistente, soggetto a continui guasti. L’importo complessivo dell’opera è di oltre 2,7 milioni di euro. Troppo poco per la quinta città d'Italia.