Mazzette in cambio della sepoltura: il business illegale al cimitero dei Rotoli

Nel cimitero dei Rotoli a Palermo le bare non trovano una sepoltura. Gli inquirenti hanno svelato un sistema per la compravendita illegale dei loculi con un presunto giro di mazzette. Indagati 8 dipendenti comunali e 2 medici: coinvolte anche le agenzie funerarie

Mazzette in cambio della sepoltura: il business illegale al cimitero dei Rotoli

Non c'è pace neanche per i morti e l'ultima inchiesta della magistratura getta più di un'ombra sul cimitero dei Rotoli a Palermo. L'accusa è grave: corruzione, abuso d'ufficio, falso e violazioni ambientali. Un business illegale, con scambio di denaro versato per la compravendita di sepolture illegali con i loculi liberati anzitempo per fare spazio a chi pagava. Sono coinvolti 8 dipendenti del comune di Palermo che avrebbero agevolato le procedure, 2 medici dell'Asp di Palermo che avrebbero firmato certificati falsi e alcune agenzie funerarie che alimentavano il giro corruttivo.

Una corruzione per far entrare nel cimitero più grande della città loculi che non potevano entrare altrove. Secondo i dati forniti dal Comune nel deposito del cimitero dei Rotoli ci sono 290 salme in attesa della tumulazione (la rilevazione è relativa a sabato 8 febbraio) Lo scorso 4 febbraio in attesa di essere tumulate c'erano in deposito 304 salme. Secondo una stima abbastanza reale: ogni giorno entrano una media di 15 salme. Un ritmo forsennato, non sostenibile che causa attese infinite e che costringono molti a piangere i propri cari in un deposito scavalcando altre bare. I più fortunati hanno una cappella o tomba di famigliae questo allevia la situazione, ma in tanti aspettano una degna sepoltura. In totale, nel periodo 15 dicembre 2019-8 febbraio 2020, sono stati effettuati 193 scavi per il posizionamento di nuovi loculi, ma chiaramente non basta. Nello stesso lasso di tempo, sono stati 126 i loculi già posizionati e 71 le salme posizionate. Circa 200 famiglie hanno già fatto richiesta per la sepoltura. L'obiettivo di breve termine dell'amministrazione è di ridurre a 100 il numero di bare in deposito, ovvero di un terzo rispetto alla situazione attuale, di cui una quarantina provenienti dal cimitero di Sant'Orsola che, non avendo un deposito adatto, si appoggia a quello del cimitero comunale dei Rotoli.

Il problema ha radici lontane: da anni si lavora ai Rotoli per riammodernare il forno crematorio esistente e realizzarne uno nuovo più efficiente. Da anni si lavora anche per l'ampliamento dello stesso cimitero ma scavare nel costone roccioso di monte Pellegrino non è semplice. Più facile invece, rispolvere un vecchio progetto di inizio anni 2000. La costruzione del Cimitero a Ciaculli, a sud della città. Un progetto faraonico, da 15 milioni di euro, di cui però, non si hanno più notizie tra lungaggini burocratiche e la necessità di reperire i fondi necessari per la realizzazione della struttura. Intanto però si continua a morire: non c'è più spazio all'interno della struttura dell'Arenella e la situazione non accenna a migliorare.

Dopo la notizia delll'indagine giudiziaria su presunti episodi di corruzione nella gestione delle sepolture dei defunti. Orlando ha nominato una sorta di commissario, ovvero un dirigente che si assuma tutte le responsabilità per evitare che comportamenti presunti, anomali e illegali da parte di qualcuno possano rovinare l'immagine stessa del Comune. "L'amministrazione comunale, nell'interesse dei cittadini - ha spiegato il sindaco Leoluca Orlando - ha provveduto nei mesi scorsi ad inoltrare denuncia alla procura della Repubblica per presunte anomalie nella gestione dei cimiteri. Il Comune, in questa vicenda, è parte lesa e si costituirà parte civile". Il primo cittadino ha scelto Gabriele Marchese, vicesegretario generale, ex comandante della Polizia municipale e con un passato proprio ai servizi cimiteriali. A Marchese verrebbe affidato il compito di assumere queste funzioni "commissariali", sebbene, spiega Orlando, "tecnicamente, di commissariamento non si tratta". L'idea del Comune è quella di "eliminare le vergogne che si presume siano state consumate in questi mesi" ma, al tempo stesso, abbattere il numero delle salme in deposito, attualmente circa 300, e ridurle ad un centinaio, grazie al lavoro fatto in queste ultime settimane dalla Reset, con la ripartizione competente". In realtà Marchese è ad un passo dalla pensione, ma sarebbe disposto a rinunciarci solo in caso di pieni poteri e del pieno comando dell'intero reparto della polizia municipale. Una prerogativa essenziale per accettare l'incarico che gli garantirebbe con una certa sicurezza pieni poteri per poter operare in un insidioso vespaio e in un settore molto complesso come quello dei cimiteri. Intanto quelle bare in deposito attendono una degna sepoltura.