Orlando guida le sardine: "Disubbidiamo alle leggi razziste"

Il sindaco Leoluca Orlando tra i protagonisti della manifestazione delle sardine attacca l'ex ministro: "Violeremo i decreti disumani di Salvini"

Orlando guida le sardine: "Disubbidiamo alle leggi razziste"

Duemila, cinquemila, diecimila. C'è chi dice di averne contate oltre centomila. I numeri leggendari si inseguono per la prima volta delle sardine a Palermo. All'ombra del teatro Massimo si affollano sulla recinzione agli ordini di un paio di tizi con il megafono. C'è chi ha un cartone ritagliato a forma di pesce, chi ha delle immagini, chi urla slogan contro Salvini. Chi ha un foglio con su scritto "800A" che da queste parti non è una bellissima parola. La piazza si riempie. Non in maniera eccessiva. Si attende l'arrivo del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che viene accolto dagli applausi. Lui si prende la scena. Intonando "Bella Ciao" e attaccando l'ex ministro Matteo Salvini: "Qualcuno ancora non ha capito che Palermo è la città culturalmente più cambiata degli ultimi 40 anni - dice il primo cittadino - Siamo cambiati perché abbiamo reagito alla violenza della mafia. Ora pretendiamo il rispetto dei diritti. E la legislazione dell'Italia e dell'Europa ci fa bergonare di essere italiani ed europei. Ecco perché ci opporremo. E lo faremo violando questi decreti disumani dell'ex ministro Salvini. Lo farò in piena obbedienza costituzionale. Perché la costituzione prevale e prevarrà sempre sulla legge di un ministro razzista".

Gli organizzatori dell'evento palermitano, però, sono siddisfatti: "Grazie Palermo, ancora una volta hai regalato un sogno all'Italia intera - dice Chiara Puccio, presidente dell'Associazione Coordinamento UniAttiva e promotrice insieme agli altri del movimento delle Sardine - Non avevamo dubbi sul fatto che la gente di Palermo rispondesse ad un appello per una nuova dialettica politica. Sentiamo in noi il dovere da oggi di continuare per dare forza a una pacifica rivoluzione contro le discriminazioni, contro l'odio e la tolleranza è sempre presente con tutta la sua bellissima anima". Per Gabriele Scalia senatore accademico dell'ateneo, coordinatore dell'associazione UniAttiva, "la partecipazione a questo evento è stato un magnifico segnale che la coscienza palermitana si è svegliata. Come in tutta Italia, questo movimento sta dimostrando che con umiltà, gioia, simpatia e un nuovo lessico, si può sconfiggere chi dell'odio ha fatto uno strumento di propaganda".

E mentre la gente si affolla per sentire Orlando, appaiono gli slogan: "Palermo non si Lega", "Antifascista" e "No al razzismo". Le sardine vogliono fare "abboccare" i più giovani, ma soprattutto l'obiettivo è quello di concentrarsi sui delusi della politica, su quelli che non vanno a votare. Lo sa benissimo Leandro Spilla, un altro degli organizzatori dell'evento: "Perchè qua a Palermo? Penso che quest'esigenza sia trasversale cioè quando oggi i sondaggi correttamente dicono che un italiano su due, di quelli che va a votare, vota in un determinato modo bisogna anche porre il focus sul fatto che un italiano su due non va a votare e quell'italiano su due è fatto di lavoratori, di studenti, di pensionati. Bisogna tornare a dialogare in maniera educata e pacifica perchè noi vogliamo ribadire che la diversità è ricchezza e qua c'è gente che voterà diverse cose. Siamo tutti ascrivibili ad un partito, ma siamo qua per ascoltare innanzitutto qualunque tribuna politica. Qui c'è una piazza, ci sono delle esigenze. Per favore ascoltateci, ma parlate educatamente. Non vogliamo nè parcellizzare questo sentimento, nè che venga cavalcato da chiunque, perchè la strumentalizzazione può essere sia di destra che di sinistra".

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