Palinsesti Rai, c’è Santoro ma scompare Annozero E il Cdm taglia i compensi

Approvati i piani per la prossima stagione: ancora irrisolta la questione del talk di Raidue e delle serate della Dandini. Sì al taglia-stipendi di Calderoli

Palinsesti Rai, c’è Santoro 
ma scompare Annozero 
E il Cdm taglia i compensi

La questione Santoro è ancora irrisolta. Anzi, ancor più intricata di prima. Perché, ieri, il Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato a grandi linee (con sette voti favorevoli e due contrari) i palinsesti della prossima stagione che ricomincia a settembre, ma non ha messo la parola definitiva su Annozero. Nei piani, nero su bianco, resta la dicitura alternativa «spazio informativo-Santoro/intrattenimento-X Factor». In sostanza significa che se le trattative con il presentatore per una sua fuoriuscita dalla Tv di Stato dovesse andare in porto, invece di Annozero al giovedì su Raidue andrebbe in onda il programma musicale. Se, al contrario, come pubblicamente afferma il conduttore più discusso del momento, la decisione è di restare in azienda, cosa andrà in onda? La dicitura «spazio informativo-Santoro» fa presagire che Michele abbia intenzione di inventarsi qualcos’altro, magari cambiare un po’ il programma o lavorare su quel genere docu-fiction che ama molto? Comunque venga declinato o intitolato, sarà uno spazio di Santoro e dunque porterà con sé quel carico di astio e polemiche da una parte e di incondizionato sostegno dall’altra. Proprio perché non compare il titolo Annozero (come imposto anche da una sentenza), i consiglieri di sinistra Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten hanno votato contro. «Ancora una volta - dicono - la proposta del direttore generale ha contenuto senza alcuna giustificazione elementi di profonda ambiguità. Ritenevamo, infatti, anche dopo la netta presa di posizione del presidente (nei giorni scorsi era intervenuto apertamente Paolo Garimberti, ndr) che avendo Michele Santoro deciso di restare in Rai, la conferma di Annozero non sarebbe stata più messa in discussione così come giudichiamo un errore grave il tentativo di sconvolgere la seconda serata della terza rete solo per ragioni politiche e non editoriali». Il fatto è che il direttore generale della Tv di Stato Mauro Masi vuole portare avanti la trattativa con il giornalista. Insomma, sembra che il dialogo non si sia interrotto. O almeno così spera il direttore generale che continua a basarsi sulla prima delibera di tre settimane fa quando il Cda aveva approvato all’unanimità il piano di uscita. Per Masi portare a termine l’operazione è di fondamentale importanza, anche per il suo futuro nell’azienda pubblica, visto che risolvere il caso Santoro è uno dei motivi per cui è stato scelto per questo incarico.
In ogni caso, il tutto dovrebbe essere deciso entro il 30 giugno, data ultima per l’avvio dei piani di produzione, mentre gli inserzionisti pubblicitari resteranno con dei punti interrogativi martedì prossimo alla tradizionale presentazione Sipra dei palinsesti che si terrà al Castello Sforzesco di Milano.
Altro nodo irrisolto è quello di Serena Dandini. Sui palinsesti resta l’alternativa Parla con me/programmi per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La volontà del dg è di diminuire le serate da quattro a due o almeno a tre. Il ri-direttore Ruffini si batterà per mantenerle tutte. Nessun problema, invece, per gli speciali di Roberto Saviano a Che tempo che fa. Si era gridato allo scandalo per un possibile dimezzamento delle quattro puntate: in realtà c’era solo una volontà di diluirle nel tempo, andranno in onda tutte in autunno.
A favore dei piani ha votato il presidente Garimberti, che ha ritenuto sufficiente che ci fosse la parola Santoro per ritenere «salvo» Annozero. «Il mio voto - ha detto - avrebbe potuto essere diverso se negli schemi presentati non fosse stato inserito il programma di approfondimento informativo». Per il resto, al presidente sembra che «complessivamente la programmazione dei 13 canali Rai sia nel solco di quella linea editoriale che ci ha sempre fatto vincere negli ascolti. Ci sono ancora dei punti da approfondire, in particolare sulle tre reti generaliste. Sono sicuro che la compiuta definizione dei piani di produzione che il Cda deve approvare entro fine mese, toglierà tutti i dubbi e mostrerà con maggiore chiarezza la qualità dell’offerta Rai e il rispetto delle identità di rete».

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