Il Papa: «C’è bisogno di persone credenti e credibili»

nostro inviato a Stará Boleslav (Praga)

Oggi, in ogni ambito della società, c’è urgente bisogno di persone che siano «credenti e credibili», donne e uomini che non solo appaiano buoni, ma lo siano realmente. Benedetto XVI conclude la sua visita nella Repubblica Ceca: a Stará Boleslav, 35 chilometri da Praga, celebra la memoria del re martire Venceslao, che qui è festa nazionale. Ci sono 40mila fedeli ad attenderlo, molti dei quali giovani che hanno dormito all’addiaccio, giunti qui la sera prima.
I paramenti rossi del Pontefice e dei cardinali indicano il colore del martirio: Venceslao, re buono salito al trono nel 925, venne assassinato dal fratello Boleslao che voleva la corona. La ricorrenza offre l’occasione per una riflessione su santità e potere. Dal luogo dove il sovrano versò il suo sangue, Benedetto XVI ricorda che «il secolo passato ha visto cadere non pochi potenti, che parevano giunti ad altezze quasi irraggiungibili. All’improvviso si sono ritrovati privi del loro potere».
Chi ha negato e continua a negare Dio, spiega Ratzinger, «non rispetta l’uomo, sembra avere vita facile e conseguire un successo materiale. Ma basta scrostare la superficie per constatare che, in queste persone, c’è tristezza e insoddisfazione». Solo chi «conserva nel cuore il santo “timore di Dio” ha fiducia anche nell’uomo e spende la sua esistenza per costruire un mondo più giusto e fraterno».
Oggi, aggiunge, «c’è bisogno di persone che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. Questa è la santità, vocazione universale di tutti i battezzati, che spinge a compiere il proprio dovere con fedeltà e coraggio, guardando non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune». E l’esempio dei santi «incoraggia chi si dice cristiano ad essere credibile, cioè coerente con i principi e la fede che professa. Non basta infatti apparire buoni e onesti, occorre esserlo realmente».
Le parole del Pontefice, preparate da una settimana e pronunciate nella Repubblica Ceca, sono state rilanciate da alcune agenzie italiane come dirette esplicitamente ai governanti e ai responsabili politici. In realtà nell’omelia dedicata alla figura di San Venceslao, Benedetto XVI non ha mai usato la parola «governanti» né «responsabili politici». Ma, ha prontamente fatto notare il direttore della Sala Stampa vaticana, «si è rivolto a tutti» e «occorre attenersi fedelmente al testo del suo intervento». Dunque quel riferimento ad essere «credenti credibili» era indirizzato all’intera famiglia dei battezzati, politici compresi.
Al termine della messa celebrata nella spianata sulla via di Melnik, Ratzinger si è rivolto ai giovani, dopo che uno di loro gli ha donato un assegno di 289.922 corone (circa 12mila euro) da destinare ai poveri dell'Africa. Il Papa ha parlato dell'«aspirazione alla felicità dei giovani, che spesso però l’attuale società dei consumi sfrutta in modo falso e alienante».
Nel pomeriggio, il Papa ha fatto ritorno a Roma. A Ciampino è stato accolto, a nome del governo, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

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