Partiamo da un dato di simpatia diretta. Ad essere giornalisti e a vedere la fatica che si fa a far funzionare un giornale, in un mondo invaso dai social, e dove le edicole stentano a stare aperte, si prova subito empatia. Ecco che allora venendo precipitati, in presa diretta, nelle disavventure del Toledo Truth-Teller, quotidiano in declino del Midwest americano, oggi in piena crisi e costretto a convivere con la feroce economia della carta (compresa quella dei bagni) si inizia subito a tifare per la più sgarrupata delle redazioni. È questo il cuore della serie The Paper, spin off del noto The Office, che sarà disponibile dal 26 gennaio (con tutti gli episodi) su Sky e in streaming solo su Now.
La tecnica narrativa è la stessa della serie madre, ovvero quella del mockumentary, del falso documentario, con una troupe che si infila nella vita di questa redazione che lotta con i denti per restare a galla. Anche a costo di reclutare dei molto poco preparati volontari, di arrangiarsi come si può con le agenzie. Il risultato è davvero molto comico ma fa anche riflettere sulle difficoltà del giornalismo che si vedono anche in Italia. Il tutto amplificato dall'arrabattarsi disperato di un giornale locale. Quasi impossibile non affezionarsi a questi giornalisti "underdog" che devono affrontare la qualunque. Siamo al lato opposto della grande retorica giornalistica Usa portata sullo schermo da film come Tutti gli uomini del presidente (1976) o Il caso Spotlight (2015). La sitcom, che ha nel cast anche Sabrina Impacciatore (nella foto) centra tutto sulle dinamiche interpersonali, su una certa claustrofobia da redazione e produce moltissime risate. Si può anche dire, parlando da professionisti, che azzecca un sacco di dinamiche reali da chiusura del giornale o da riunione di preparazione del medesimo, ovviamente portandole verso il paradossale e l'ilarotragedia da Pulitzer infranti.
La dinamica più bella? Quella tra Ned Sampson (interpretato da Domhnall Gleeson) nuovo caporedattore con entusiasmo per il "buon vecchio giornalismo su carta" e
con un idealismo ammirevole ed Esmeralda Grand (l'Impacciatore), direttrice editoriale del giornale e della sua versione online, descritta come eccentrica e manipolatrice, pronta a sabotare ogni sforzo del nuovo arrivato.