Pass falsi per parcheggiare gratis Li vendevano i vigili: 16 denunciati

MilanoDa Nord a Sud, dalla capitale alle città, dalle isole alla terraferma, i «furbetti della sosta» si nascondono ovunque, parcheggiano bellamente nell’area per disabili, esibiscono pass da infermieri o delle forze dell’ordine per sostare con i camion merci in pieno centro. Nessun pudore, la loro priorità è raggiungere piazza Duomo o il Colosseo in macchina. Basta un attimo e si scoprono nelle case degli italiani stampatrici, plastificatrici e tutto l’occorrente, un kit da salotto da fare invidia a la banda degli onesti di Totò. Come quello scoperto a Milano, dove ieri sono stati denunciati 16 vigili che vendevano pass falsi e 20 cittadini.
Il giro nell’Italia dei «più furbi», solo per citare i casi più recenti, parte da Taranto dove esattamente un anno fa vengono pizzicati 27 cittadini con tagliandi per invalidi falsi, passa per Palermo il 25 marzo 2009, 14 i denunciati. In aprile i casi si moltiplicano: alla Spezia vengono beccati in tre, a Roma sono ritirati 165 tagliandi, poi Molfetta e Bari.
Per arrivare al capoluogo lombardo, appunto, scosso da un nuovo scandalo, dopo quello delle mazzette in cambio di permessi ai locali notturni per cui sono indagati, tra gli altri, il comandante della Polizia locale Emiliano Bezzon e 15 agenti. Ieri, invece, sono stati denunciati 16 vigili, di cui 4 ufficiali, per avere falsificato e venduto 128 permessi per la sosta. Questa volta però sono stati gli stessi «ghisa» a scoprire i loro colleghi, che a loro volta sono stati denunciati dal Comune alla Procura. Le accuse: corruzione e falso in atto pubblico. Denunciati anche venti cittadini, per la maggior parte commercianti, per corruzione: avrebbero pagato dagli 80 ai 150 euro all’anno per potere parcheggiare indisturbati e gratis.
Merito di un’indagine lampo, condotta dal vicecomandante della Polizia locale Tullio Mastrangelo che in sole 48 ore è riuscito a individuare i colpevoli, reperire le prove in casa di un agente e consegnare il materiale raccolto al pm Antonio Sangermano.
Ma facciamo un passo indietro: due comandanti della zona 2, Marina Melandri e Paolo Pizzero, notano sul parabrezza di veicoli commerciali tagliandi usati per l’assistenza domiciliare, che normalmente valgono tre mesi - e in questi casi un anno -, dalle forze dell’ordine. Strano vederli su furgoni e furgoncini. Da qui i primi dubbi, la denuncia al comando della zona 2, la stessa dove operano i vigili «falsificatori». Scatta il sequestro per i 30 veicoli che esibivano il pass «taroccato», vengono contattati i proprietari dei mezzi e richiamati dalle vacanze gli agenti sospettati. Alcuni commercianti, infatti, disponevano di più permessi: uno per «lavoro», consentiva di parcheggiare in zone per il carico e lo scarico non autorizzate e un altro per il tempo libero, che li autorizzava a posteggiare gratis in tutta la città, senza limiti.
Nella notte i primi interrogatori: scoperto nella casa di un vigile un kit per la contraffazione, macchina plastificatrice e la bellezza di 98 tagliandi falsi ancora in bianco. Per 16 agenti e 20 cittadini è scattata la denuncia.
Soddisfatto il sindaco Letizia Moratti: «Abbiamo consegnato alla Procura il materiale della nostra indagine interna, ricevendo i complimenti. Per arrivare a questo risultato abbiamo lavorato tutta la notte dando prova di efficienza, ma soprattutto di coerenza con la politica di massima trasparenza di questa amministrazione, nel rapporto con i cittadini e nel garantire il rispetto delle regole».
La magistratura ora dovrà chiarire se si tratta di un fenomeno circoscritto, come sostiene il sindacato autonomo dei vigili, o un malcostume diffuso.

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