Patto per il lavoro contro la crisi

C’è un Piemonte illuminato che guarda avanti proiettandosi nel futuro attraverso l’innovazione e la ricerca, e c’è una città tra le più industrializzate d’Europa, che non può non fare i conti con la crisi e con il vasto patrimonio umano e di mano d’opera che da sempre caratterizza la sua industria manifatturiera e l’automobile in particolare. Gli interventi per le attività produttive della Provincia di Torino, nel 2009 hanno teso da un lato ad ampliare e potenziare i tradizionali strumenti anticiclici, come le politiche per la formazione e gli ammortizzatori sociali, e dall’altro a promuovere tutte quelle iniziative per rivitalizzare il tessuto d’impresa, promuovendo un vasto piano per incentivare l’iniziativa privata e il «mettersi in proprio» con lo «Sportello creazione d’impresa». Di vasto rilievo sociale, in tal senso, il «Protocollo d’intesa per l’anticipazione della cassa integrazione», iniziativa promossa dalla Provincia e su cui si lavorerà soprattutto nel 2010.
«L’accordo - spiega il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta - rientra nel più ampio «Patto per il lavoro contro la crisi» predisposto dal nostro ente per supportare il mercato del lavoro locale e le fasce più deboli della popolazione in questa difficile fase dell’economia. Il protocollo firmato con uno dei maggiori istituti nazionali (Unicredit, ndr) va incontro a un’esigenza particolarmente sentita sul territorio della nostra provincia, dove il ricorso a tale ammortizzatore sociale ha raggiunto negli ultimi mesi livelli preoccupanti - sia in termini di monte ore che di lavoratori coinvolti - sintomatici della profonda situazione di difficoltà in cui versano le imprese locali». Grazie alla firma del protocollo, i lavoratori, nel corso dei sei mesi che solitamente impiega l’Inps a corrispondere le indennità di cassa integrazione, qualora l’azienda non sia in grado di provvedere, riceveranno dalla banca con la quale la Provincia ha stipulato l’accordo, un anticipo fino all’80% della retribuzione netta mensile (in ogni caso non superiore a 900 euro e con un tetto massimo per l’intero periodo - 9 mesi - di 6mila euro) senza alcun tasso di interesse o spesa aggiuntiva, grazie alla costituzione di un fondo dell’ammontare di 500mila euro, in modo da poter continuare a garantire una entrata alla famiglia. La Provincia di Torino, inoltre, ha impegnato 50mila euro per coprire l’imposta di bollo correlata all’apertura dei conti correnti sui quali accreditare l’anticipazione della cassa integrazione.
Si tratta di un’iniziativa di grande respiro sociale.
«Il nostro è un territorio dalle enormi potenzialità - aggiunge Saitta - in profonda fase di riconversione, come dimostrano le tante iniziative quali i poli tecnologici e non ultime quelle per l’ammodernamento infrastrutturale, come la Tav di cui mi sto occupando. Ma occorre proprio per questo studiare tutti quegli strumenti che aiutino chi da questa fase di cambiamento resta escluso anche temporaneamente. Per questo abbiamo ritenuto opportuno intervenire».
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