Pd, Bersani firma il patto d'acciaio con Di Pietro

Bersani replica a Prodi che lo aveva accusato ("Ma chi comanda nel Pd?"): "Non sono d’accordo". Poi rilancia il patto con l'Idv: "Alleati sempre contro il Pdl". Bonaiuti: "Il Pd è' nelle mani di Di Pietro"

Roma - Il caso Bologna agita le acque nel Pd. Il suo sasso nello stagno lo lancia anche il "grande vecchio" del centrosinistra italiano, Romano Prodi, che dalle colonne di Repubblica si scaglia contro la dirigenza del partito: "Ma chi comanda nel Pd?". Dopo l'incontro congiunto con Antonio Di Pietro il segretario dei Democratici replica al Professore: "Per Prodi ho un affetto e un rispetto inattaccabili anche quando dice cose su cui non sono d’accordo".

D'Alema non parla "Non desidero parlare di queste questioni": così Massimo D’Alema risponde ai giornalisti che lo incalzano sul caso Puglia, la sconfitta di Boccia e la vittoria di Nichi Vendola alle primarie del Pd per le elezioni regionali. A chi gli chiede, poi, se nel suo nuovo ruolo di presidente del Copasir avrà tempo di lavorare nel partito D’Alema risponde con una perifrasi che sì, i due ruoli non sono incompatibili. Non una parola, invece, alla domanda, rilanciata oggi dall’ex premier Prodi in un’intervista, su "Chi comanda nel Pd?": D’Alema ha dribblato i cronisti e si è avviato verso l’uscita di Palazzo San Macuto.

Il patto d'acciaio con l'Idv Il Pd e Idv hanno ripristinato la loro alleanza che ripartirà dagli accordi per le Regionali, ma che è destinata a proseguire nel tempo con lo scopo di dar vita a una "alleanza larga" su cui costruire "una alternativa" al governo delle destre. Lo hanno annunciato Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, al termine di un colloquio. Bersani e Di Pietro hanno pure annunciato che tra Pd e Idv è stata già raggiunta una intesa in 11 delle 13 Regioni in cui si voterà a marzo, mentre su Campania e Calabria si sta ancora lavorando con la volontà di raggiungere un accordo.

Le Regionali "Sono contento di poter dire che, a questo stadio, in 11 Regioni su 13 abbiamo realizzato una convergenza che è una base solida per costruire una coalizione che duri nel tempo. Su Calabria e Campania si continua a lavorare, mentre sulle altre 11 stiamo definendo i particolari". Ma l’intesa non riguarda solo le Regionali. "C’è la comune convinzione - ha aggiunto Bersani - che occorre lavorare insieme per allestire una alleanza larga di progresso, competitiva con il centrodestra. La nostra idea di fondo è che le Regionali debbano essere, sia sotto il profilo dei contenuti sia sotto il profilo della coalizione, una tappa per costruire una alternativa alle destre". "Idv e Pd - ha confermato Di Pietro - ritengono necessario impostare un lavoro sul programma e sulla coalizione, che sia aperto a tutte quelle forze che vogliono mettersi insieme attorno a un programma e alla credibilità di fronte ai cittadini. Idv e Pd - ha proseguito - si rendono conto che non si può lasciare governare il Paese a una parte che toglie agli onesti e dà ai disonesti, che illude le persone lanciando ogni giorno una palla a perdere per far dimenticare la palla lanciata il giorno prima, che criminalizza le istituzioni".

Delbono? Monito al governo "Delbono ha fatto un gesto veramente apprezzabile che testimonia di una persona e di una città, Paese che vai usanza che trovi... Ci sono posti dove vige una certa logica, dove un amministratore ha il coraggio di dire 'prima la città', anche mentre proclama la sua innocenza, da questo dovrebbe venire un insegnamento generale, prima di tutto l’Italia, chi governa deve sentire questa responsabilità". Così Bersani parla del sindaco dimissionario di Bologna indagato per abuso d’ufficio alludendo alle vicende della politica nazionale e al governo. Bersani sottolinea che si tratta di una "vicenda dolorosissima e personale", ma "abbiamo pieno rispetto per la magistratura e chi pensa di speculare - avverte - avrà una smentita, Delbono ci ha messo nelle condizioni di avere una reazione netta e pulita e per combattere ogni speculazione".

Bonaiuti: "Bersani nelle mani di Di Pietro" "Dopo i disastri dell’ Emilia e della Puglia, il Partito democratico si rimette completamente nelle mani di Di Pietro. Contento Bersani... ma in che mani si è messo". Lo dice Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, avverte il partito democratico della pericolosità di una forte alleanza con Di Pietro e l’Idv e critica Bersani per l’atteggiamento assunto dopo la debacle delle primarie in Puglia. "Bersani - scrive Cicchitto in una nota - già adesso riscopre i toni dello scontro frontale e ricostituisce il fronte popolare con Di Pietro, per di più andandogli dietro. Noi non siamo stati fra coloro che hanno inneggiato al successo di Vendola alle primarie sia perché esso copre con un’operazione populistico-mediatico il fallimento della sua giunta sul terreno dei contenuti, sia perché - prosegue - tutto ciò può risolversi con l’annullamento di fatto dei risultati del congresso del Pd, con la liquidazione dell’ipotesi delle riforme istituzionali e con il riflusso di tutto il Pd sulle posizioni del giustizialismo e dell’antiberlusconismo. Ovviamente - conclude Cicchitto - Bersani copre questa ritirata rovesciando sul governo tutto il solito repertorio di attacchi e di accuse, ritenendo che in questo modo si mette al riparo dalla contestazione interna".

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