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Pd: iscritti in calo. Candidati, spunta Nicolini

Ignazio Marino aveva chiesto una proroga ma la direzione ha detto no. Iscritti in calo: siamo a quota seicentomila. Ribadito lo stop a Beppe Grillo. Alle primarie correrà anche l'ex assessore alla cultura di Roma

Pd: iscritti in calo. Candidati, spunta Nicolini

Roma - Niente marcia indietro dal Pd: la direzione del partito ha confermato che il congresso si svolgerà a Roma l’11 ottobre. Respinta, dunque, la richiesta di Ignazio Marino di far slittare il tesseramento al 31 luglio. Lo stop alle tessere scatta oggi, come previsto da tempo. Ma qualcuno parla già di "allarme" per il forte calo degli iscritti. Anche se i dirigenti minimizzano la matematica continua a non essere un'opinione: il calo di iscritti è pari a un terzo di quelli dei Ds e della Margherita messi insieme.

In calo gli iscritti Quando si svolsero le primarie tre milioni e mezzo di persone andarono ai gazebo del Pd per esprimere la propria preferenza. Oggi, anche se l'iscrizione a un partito non è esattamente la stessa cosa della partecipazione alle primarie, si registra un sensibile calo in termini di "gradimento": siamo molto al di sotto della fatidica quota un milione di iscritti. Secondo alcune indiscrezioni il Pd dovrebbe arrivare a quota 600-700 mila iscritti. Ben al di sotto di quota un milione, considerata "alla portata" visto l'exploit delle primarie.

Primarie non rinviabili Il prolungamento fino al 31 luglio del tesseramento "avrebbe provocato lo slittamento di circa un mese delle primarie". È una delle motivazioni con le quali la direzione del Pd ha confermto la chiusura delle iscrizioni. "Tutti coloro - spiega il responsabile organizzazione, Maurizio Migliavacca - che sono regolarmente iscritti e registrati fino a oggi, avranno il diritto di voto e di essere candidati al congresso".

Grillo? Non può iscriversi "Grillo non ha i requisiti per iscriversi al Pd, perché ha ispirato e fa parte di un movimento che è contrapposto al Partito democratico". In una pausa della direzione Migliavacca ribadisce il "no" dei democratici all’iscrizione, e quindi alla candidatura alla segreteria, del comico genovese.

Quarto candidato: Renato Nicolini Dopo il suo intervento di ieri alla manifestazione contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo (Fus), Renato Nicolini ha deciso di "sciogliere ogni riserva e di candidarsi alla segreteria nazionale del Pd". L’ex assessore capitolino, inventore delle manifestazioni dell’Estate romana, annuncerà ufficialmente la candidatura domani a Roma, con una conferenza stampa alla sezione Trastevere del Pd. Secondo Nicolini, che da anni insegna architettura all’università di Reggio Calabria, "il Pd potrebbe essere (cosa che oggi non è) il partito che sa cogliere il filo che collega i tagli alla scuola e all’università, i tagli al Fus ed a tutto il ministero per i Beni e le Attività culturali, gli attacchi alla libertà di stampa ed al sistema delle autonomie (enti locali, università, magistrature) la crisi della stessa tv privata".

Rutelli: il Pd non è la sinistra Se il Pd "accetta di essere sistematicamente qualificato come la sinistra, più ancora che bollito è fritto": è l’ammonimento di Francesco Rutelli, dalle colonne di Europa. "Non ho bisogno di citare titoli di giornali, saggi, articoli, commenti. Il Pd viene ormai quotidianamente, quasi universalmente presentato come la sinistra italiana", scrive ancora Rutelli.

 

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