Pellizzotti a mezza ruota dalla gioia sul Tourmalet

L'italiano beffato da Fedrigo nell'ultima tappa pirenaica. Oggi la giornata di riposo. Nocentini resta in maglia gialla. Armstrong annuncia: "Non sarà il mio ultimo Tour"

Pellizzotti a mezza ruota 
dalla gioia sul Tourmalet

Mezza ruota di differenza non è una mezza vittoria: purtroppo per Franco Pellizotti, terzo al Giro d’Italia, fuori classifica qui al Tour per puntare almeno ad una tappa, la sconfitta è piena. Battuto di mezza bicicletta da Pierrick Fedrigo dopo una tappa passata tutta in fuga, e dopo aver scollinato per primo sul Tourmalet. Fedrigo, vince così la nona tappa sull'italiano targato Liquigas: il gruppo arriva a 34 secondi con Oscar Freire che vince la volata per il terzo posto. Per Fedrigo si tratta della seconda vittoria al Tour dopo quella ottenuta nel 2006, ma anche del terzo successo francese in questa Grande Boucle che parla ancora italiano.

Difatti, Rinaldo Nocentini resta in giallo e va al riposo guardando tutti dall’alto in basso. «Se me lo avessero detto all’inizio di questo Tour che avrei vestito per tre giorni la maglia gialla avrei pensato che chi mi stava parlando era vittima di insolazione. Invece sto facendo qualcosa d’importante. Martedì, festa nazionale qui in Francia, ripartirò in maglia di leader e so che avrò gli occhi puntati da un intera nazione». Forse arriverà anche Nicolas Sarkozy, il presidente della Repubblica, grande appassionato di ciclismo, che una scappata al Tour la fece già due anni fa (18 luglio 2007) e ha promesso di ritornarci. «Cosa gli dirò se mi vuole conoscere? Non ho idea, ci penserò nel giorno di riposo». Al riposo ci va in maglia gialla. Breve sgambata e poi interviste con la stampa di mezzo mondo, che sta scoprendo questo ragazzo toscano dalla faccia sorridente e dalla parlata franca, che ama la musica italiana (Tiziano Ferro su tutti), i film comici di Pieraccioni e adora il karaoke. «Questa sera, dopo due giorni di grandi fatiche sui Pirenei, trascino tutti a cantare canzoni italiane», promette. Il toscano della Ag2r continua a sognare e per lui si fa concreta la possibilità di poter vestire la maglia gialla almeno fino a venerdì prossimo, fino ai piedi delle Alpi. «Io non mi voglio porre limiti, vivo alla giornata come ho sempre fatto - dice ­. Di sicuro non sono qui per vincere il Tour, ma per essere protagonista. Una cosa però è certa: questa maglia la difenderò con tutte le mie forze».

Oggi il Tour riposa e celebra con il rito delle interviste alla maglia gialla. Armstrong ha già fatto sapere che questo non sarà il suo ultimo Tour. Domani si riprende il cammino, con la decima tappa, da Limoges a Issoudun, tappa nervosa, adatta alle imboscate. Nocentini, ripartirà dalla capitale della porcellana con un simbolo bello e prezioso, quanto fragile. Ha soli sei secondi da difendere: li difenderà.

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