Presidente Giovanni Deleo, come si vede la situazione dal timone di Assimpredil Ance, l'associazione costruttori?
"Un terribile caro materiali dovuto alle guerre e poi le questioni legate al Comune di Milano: le inchieste vanno avanti e non si vedono progressi nell'urbanistica".
Cominciamo dalle guerre.
"Di certo la nostra associazione non può fare nulla, ma il governo dovrebbe dichiarare uno Stato di emergenza che consenta di rimettere in equilibrio i conti delle aziende e consentire al pubblico di vedere consegnati i lavori".
E come questo potrebbe riequilibrare i prezzi?
"Lo Stato d'emergenza consentirebbe all'ente pubblico di utilizzare risorse a disposizione, penso a quelle del ribasso d'asta".
Le Olimpiadi sono finite e il 30 giugno scade anche il Pnrr.
"Per questo è necessario intervenire per tenere in equilibrio i contratti, consentendo al pubblico di avere le opere complete e al privato di non incorrere in penali".
Una domanda d'aiuto.
"Solo la richiesta di riconoscere l'eccezionalità del momento".
È davvero un momento così nero per l'impresa?
"Basta guardare il costo dell'energia e l'indisponibilità dei materiali per lavorare".
Si diceva del Comune.
"Il problema è lo scontro di poteri tra Comune e Procura, dettato dalla difficoltà di interpretare la legge nazionale e di armonizzare le procedure":
I costruttori cosa chiedono?
"Una legge nazionale che superi quella del 1942, quando si era in guerra e gli obiettivi erano evidentemente altri".
E il governo come potrebbe declinarla?
"Guardando allo sviluppo delle città, soprattutto quelle metropolitane come Milano, Roma e Napoli".
Se ne parla spesso, ma poi si fatica a capire che cosa effettivamente siano.
"Basterebbe ragionare sul fatto che nel 2050 il 70% della popolazione abiterà le aree metropolitane".
Un sogno o un incubo?
"Per immaginare un futuro che è già domani, servono definizione delle risorse, responsabilità e goverance".
Una legge speciale?
"Per Roma Capitale c'è già e viene rifinanziata ogni anno".
Una richiesta di più autonomia dal governo centrale?
"Servono risorse e decentramento delle responsabilità nella pianificazione urbanistica".
Da tradurre in che modo?
"Gestione del territorio, ambiente, infrastrutture e casa".
Il tema della casa è forse il primo.
"A Milano arrivano sempre più studenti nelle università e una volta che abbiamo formato i talenti, li perdiamo perché qui non si possono permettere una casa".
Come si possono offrire alloggi a un prezzo accessibile?
"Costruendo più case, il prezzo inevitabilmente cala".
Ovviamente non pensando solo al centro.
"È per questo che il ragionamento va fatto in termini di città metropolitana. Se ho un'infrastruttura che mi porta in centro velocemente, posso abitare tranquillamente fuori. E così non si consuma suolo".
C'è poi il tema della rigenerazione urbana.
"Bisogna capire che se un costruttore bonifica un terreno, il vantaggio è per la salute di tutti. Per questo va aiutato e non ostacolato".
La città immaginata molto più ampia.
"Milano copre 180 km quadrati, Roma, Parigi e le altre metropoli europee sono tra 1.200 e 1.500".
Milano è in ritardo.
"Se vuole competere deve cominciare a ragionare su superfici di questa grandezza".
Oggi il sindaco di Milano fa gli interessi dei suoi cittadini che spesso confliggono con quelli di un Comune confinante.
"L'Italia non può più pensare di essere il Paese degli 8mila Comuni".
Ma intento il Comune di Milano cosa può fare?
"Guardare la velocità con cui progredisce ogni anno il Salone del Mobile, dare le risorse per avere lo stesso ritmo delle aziende: formi il personale, utilizzi il digitale e l'IA. A Singapore con una piattaforma informatica hanno ridotto i tempi per rilasciare i permessi del 25%".
Il mostro è sempre la burocrazia inefficiente.
"La velocita è economia, finanza: non si può chiedere un'autorizzazione e prima di averla c'è già stata una pandemia e due guerre".
Milano attraversa un moneto critico.
"Che supererà solo se da attrattiva diventerà inclusiva. E questo si realizza immaginando l'urbanistica dei prossimi anni e formando la classe dirigente dl futuro".
È così difficile?
"È oggi che dobbiamo pensare che tipo di cittadini ci immaginiamo tra dieci anni".
Serve un Salva Milano, una
legge fatta per risolvere i processi all'urbanistica?"Servono dei Patti metropolitani a cui tutti collaborino, pubblico e privato. Il solo modo per disegnare non solo il futuro della città, ma dell'intero Paese".