Perché gli incentivi sostengono la ripresa

Sergio Marchionne ha proposto che gli ecoincentivi per la rottamazione delle auto siano estesi anche al 2010. È una proposta opportuna, per sorreggere la nostra economia nella difficile fase della ripresa economica, per la quale al momento ci sono buone aspettative, ma incentivi economici limitati.
In tutti i Paesi importanti gli ecoincentivi stanno avendo successo. Negli Stati Uniti essi sono i protagonisti della fuoriuscita dalla recessione, che il presidente della Federal reserve, Ben Bernanke, ha annunciato ieri, il cui segnale immediato è costituito della ripresa dei consumi, in agosto, in cui sono aumentati del 2,5 per cento, soprattutto a causa dell’aumento delle vendite di auto. Infatti, al netto del forte recupero di vendite, rispetto ai mesi precedenti, i consumi degli Usa sono aumentati solo dello 1%, una percentuale che indica un recupero sensibilmente minore. La produzione industriale negli Usa è salita in agosto dello 0,8 per cento e in luglio dello 1 per cento. Anche in Europa la ripresa, che è più marcata e ravvicinata di quella degli Stati Uniti, le vendite di auto, sorrette dagli ecoincentivi sono tra i fattori di traino maggiori della ripresa, sul lato della domanda di consumi. In Francia, sotto la spinta degli ecoincentivi, le vendite di auto sono aumentate in agosto del 7 per cento, in Italia dello 8,5 per cento. E sono finalmente cresciute del 2,3% in Giappone, dopo una costante diminuzione di 13 mesi, in cui le case di auto giapponesi hanno trovato sollievo soprattutto sui mercati esteri, in cui hanno fruito di eco incentivi. Negli Usa, la Toyota, che è la regina del mercato, ha registrato un +6,4 per cento.
La proroga prolungata dei normali incentivi alla rottamazione, di solito droga il mercato per un po’, ma poi lascia dietro di sé un effetto negativo, in quanto finisce con l’anticipare sostituzioni di macchine vecchie con auto nuove, deprimendo le vendite successive. Ma con gli ecoincentivi, che riguardano modelli, che hanno una determinata età e determinate caratteristiche, la situazione è differente, in quanto negli anni successivi vengono a fruire dell’aiuto pubblico anche veicoli che prima non ne potevano usufruire. Ciò perché le case automobilistiche danno per i modelli che fruiscono degli eco incentivi anche sconti aggiuntivi, che accrescono la convenienza ad effettuare le sostituzioni.
Ci sono solo due strumenti immediati di sostegno del rilancio congiunturale: quello all’edilizia di abitazione e quello dell’auto. Il primo viene azionato in misura limitata dato che la legge di ampliamento delle case d’abitazione esistenti originariamente proposta dal premier Silvio Berlusconi è stata trasformata dalle Regioni, che ne hanno avocata a sé la competenza, in uno spezzatino complicato, che riguarda solo particolari tipi di alloggi, diversi da Regione a Regione e, comunque, comporta pratiche complesse con le autorità urbanistiche ed edilizie.
Dunque, gli ecoincentivi della rottamazione sono uno dei pochi strumenti agili, a disposizione per incentivare l’industria, con effetti ad ampio raggio, che riguardano non solo il settore dell'auto, ma anche quelli dei tanti prodotti di cui gli autoveicoli e i loro optional si compongono, da quelli siderurgici, meccanici ed elettromeccanici, a quelli di plastica, a quelli elettrici ed elettronici, a quelli delle pelli e del cuoio, a quelli delle vernici.
L’industria dell’auto, durante la crisi, è stata oggetto di interventi di ogni specie da parte dei governi di molti Stati, in particolare gli Usa e la Germania. Washington è intervenuta pesantemente con ampi sovvenzioni a favore di General Motors e di Chrylser, mentre Berlino è intervenuta a favore della Opel e questa viene aiutata anche da altri governi europei ove esistono fabbriche Opel, come Gran Bretagna (qui essa si chiama Vauxhall), Spagna e Polonia. Parigi eroga 6 miliardi a favore di Renault e di Psa Peugeot-Citroën. L’Italia in passato ha molto aiutato la Fiat che di tali aiuti, prima di Marchionne, non ha fatto buon uso. Ora facendo molto meno politica in azienda e fuori, la Fiat sta migliorando e sta risalendo la china grazie anche agli aiuti della rottamazione, che sono eguali per essa e per i suoi concorrenti, ma le hanno consentito di incrementare la sua quota di mercato, rispetto a quella dei concorrenti. D’altra parte in Italia opera un’industria dell’indotto dell’auto per la quale Fiat è forse ormai un po’ meno della metà del complesso degli acquirenti. E ovviamente tale indotto va in particolare alle grandi imprese estere, che usufruiscono della rottamazione in Italia e negli altri Paesi vicini.