Che un atto di bontà non abbia coordinate geografiche è certo. Così come sono altrettanto certi i pregiudizi che da sempre esistono tra popolazioni diverse. E ne è una prova la lettera che pubblichiamo qui di seguito. Ogni commento è superfluo: basta leggerla.
Qualche giorno fa, ho perduto il mio portafoglio. Non importa come e dove. La sostanza è che ad un certo punto, avendone bisogno, mi trovo senza portafoglio che conteneva: duecento euro in contanti, due bancomat, una carta d credito, patente e carta di identità oltre ad altre cose meno importanti ma necessarie comunque. Dopo un primo momento di grosso sconcerto e di «sbandamento mentale» (pensavo a tutte le conseguenze relative...) corro in banca a bloccare subito il bancomat, poi mentre mi incamminavo a fare la denuncia mi sento telefonare dalla Polizia di Stato che mi dava la notizia (gioiosa ed incredibile) che avevano in ufficio il mio portafoglio.
Vado subito da loro e, con somma sorpresa, mi riconsegnano tutto il mio avere. Non mancava nulla, neppure una lira. Ma la cosa più stupefacente è che il portafoglio era stato ritrovato da un signore che rispondeva al nome di Vincenzo S. di Torre del Greco. Quindi un campano verace, uno di quelli così tanto criticati da noi del nord.
Tra laltro la persona di cui parlo, allapparenza almeno, non sembrava un «benestante» e certo, almeno i duecento euro gli avrebbero fatto comodo.
Perde il portafoglio pieno e glielo restituiscono
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