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Morto l'architetto e scrittore Italo Ferraro: è stato investito da uno scooter a Napoli

Ferraro è stato travolto da uno scooter guidato da una giovane su Corso Vittorio Emanuele. Polemica sui “ritardi nei soccorsi”

Morto l'architetto e scrittore Italo Ferraro: è stato investito da uno scooter a Napoli

Un nuovo grave incidente stradale scuote Napoli. Nella serata di lunedì 23 marzo l’architetto, docente universitario e studioso della città Italo Ferraro è stato investito da uno scooter mentre attraversava il Corso Vittorio Emanuele. Trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni critiche, è morto nelle prime ore del mattino. La tragedia arriva a poche ore da un altro drammatico episodio avvenuto domenica sera al Corso Garibaldi, dove due donne hanno perso la vita dopo essere state travolte da un’automobile guidata da un uomo risultato positivo all’alcol test. In meno di quarantotto ore la città si ritrova quindi a fare i conti con l’ennesima emergenza legata alla sicurezza stradale.

L’incidente su Corso Vittorio Emanuele

Lo scontro si è verificato intorno alle 19.30 all’altezza del civico 532 di Corso Vittorio Emanuele, una delle arterie principali della città. Secondo una prima ricostruzione, Ferraro stava attraversando la strada quando è stato centrato da uno scooter Aprilia Sport City 125 guidato da una giovane di 27 anni che procedeva in direzione Piazza Mazzini. L’impatto è stato molto violento, l’anziano è stato sbalzato sull’asfalto riportando diversi traumi. Le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime ai presenti, che hanno subito lanciato l’allarme e cercato di prestare i primi soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale per i rilievi tecnici necessari a chiarire la dinamica dell’accaduto. Il motociclo è stato sequestrato mentre alla conducente è stata ritirata la patente di guida.

Il decesso nella notte

Dopo l’impatto Ferraro è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale Pellegrini, dove i medici hanno tentato di stabilizzarlo. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, le lesioni riportate nell’incidente si sono rivelate troppo gravi. L’architetto è morto intorno alle 5 di questa mattina, martedì 24 marzo, poche ore dopo il ricovero. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che potrà decidere di disporre ulteriori accertamenti, tra cui un eventuale esame autoptico.

Le polemiche sui soccorsi

L’episodio ha provocato anche momenti di tensione tra i cittadini accorsi sul luogo dell’incidente. Alcuni testimoni hanno infatti lamentato un ritardo nell’arrivo dei soccorsi, parlando di circa trenta minuti tra la chiamata di emergenza e l’arrivo dell’ambulanza. Proprio su questo punto si è concentrata parte delle polemiche nelle ore successive. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha denunciato pubblicamente la situazione, sottolineando la necessità di interventi urgenti per migliorare sia i controlli sulle strade sia l’efficienza del sistema di emergenza. Secondo il parlamentare, la combinazione di scarsa illuminazione, eccesso di velocità e tempi di intervento troppo lunghi rende ogni giorno le strade cittadine estremamente pericolose. Una condizione che, a suo dire, rischia di trasformarsi in una “strage silenziosa”.

Il secondo incidente mortale in due giorni

La morte di Ferraro arriva in un clima già segnato dal dolore e dalla rabbia per un altro gravissimo incidente avvenuto poche ore prima. Domenica sera, infatti, due donne sono state travolte e uccise a Corso Garibaldi da un’auto guidata da un uomo di 34 anni, poi arrestato dopo essere risultato positivo all’alcol test. Due tragedie ravvicinate che sollevano nuove preoccupazioni per la sicurezza stradale a Napoli, soprattutto in alcune zone particolarmente trafficate della città. Comitati civici e associazioni di quartiere denunciano da tempo la pericolosità di alcuni tratti di Corso Vittorio Emanuele e delle strade vicine, tra cui l’area di Piazza Mazzini e via Salvator Rosa. Secondo i residenti, mancherebbero adeguati sistemi di controllo della velocità e interventi strutturali per rendere più sicuri attraversamenti e carreggiate.

Chi era Italo Ferraro

La scomparsa di Italo Ferraro rappresenta una perdita significativa per la cultura napoletana. Nato a Napoli nel 1941, Ferraro era architetto e docente universitario. Si era laureato in architettura nel 1973 e aveva lavorato come assistente di Luigi Cosenza, uno dei protagonisti dell’architettura italiana del Novecento. Nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di professore associato di Progettazione e ha collaborato a numerosi progetti di ricerca, tra cui attività coordinate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato inoltre consulente dell’Ufficio Urbanistico del Comune di Napoli nell’ambito del piano regolatore generale, occupandosi della classificazione tipologica degli edifici. Accanto all’attività accademica, Ferraro ha dedicato gran parte del suo lavoro allo studio della città di Napoli e della sua evoluzione urbanistica.

L’Atlante storico della città di Napoli

Il suo nome è anche indissolubilmente legato all’Atlante storico della città di Napoli, una monumentale opera editoriale pubblicata in diversi volumi a partire dal 2004. Attraverso questo lavoro lo studioso ha analizzato quartiere per quartiere la trasformazione urbana della città, raccontando la stratificazione storica e architettonica. Dal centro storico ai Quartieri Spagnoli, da Chiaia a Posillipo, Ferraro ha ricostruito nel dettaglio l’evoluzione del tessuto urbano napoletano. Le sue ricerche sono considerate tra le più autorevoli nel campo della topografia storica della città e hanno rappresentato un punto di riferimento per studiosi, urbanisti e appassionati di storia locale.

Il legame con il giornalismo e la divulgazione

Oltre all’attività accademica e alla produzione saggistica, Ferraro aveva collaborato anche con la stampa. Per il Corriere del Mezzogiorno, edizione campana del Corriere della Sera, aveva curato una rubrica dedicata alla storia urbana della città dal titolo “Napoli svelata”. Attraverso i suoi articoli raccontava luoghi, quartieri e trasformazioni urbanistiche della città, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza del patrimonio storico e architettonico napoletano.

Secondo quanto riferito da persone a lui vicine, l’architetto stava lavorando anche a un nuovo libro. Proprio la sera dell’incidente aveva partecipato a un evento in una galleria d’arte situata a pochi metri dal luogo in cui è stato investito.

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