I punti chiave
Sono passati poco più di 4 mesi dalla scomparsa di Giorgio Armani ma il suo ricordo è più vivo che mai non soltanto nelle attività che ne portano il cognome ma per l'enorme eredità stilistica che ha lasciato. In una recente intervista al Corriere della Sera, il suo compagno di vita e di lavoro, Leo dell'Orco, ha raccontato come si è sentito dopo la sua morte e il tipo di rapporto, molto speciale, che c'era tra i due.
Cosa è cambiato
Dell'Orco non ha cambiato nulla, nella parte di casa di Giorgio Armani, dopo la sua scomparsa. "Debbo dire che il primo periodo è stato strano. Mi mancava la persona. Poi mi sono abituato. Sono tranquillo. In casa, al secondo piano, ho lasciato lì tutto com’era e sto dalla mia parte. Dalla sua non entro. Non ho toccato nulla. Da quel giorno. Non mi va", racconta al quotidiano.
La confessione di Armani
Lo stilista gli raccontava di dormire e sognare, cosa che a Dell'Orco non capita mai, nemmeno adesso. Il mistero della morte, "Re Giorgio" come era soprannominato, la affrontava con serenità e senza temerla più di tanto ma avrebbe voluto che lo stesso fosse per i suoi familiari, che non fossero turbati dal dolore e "preparati" al giorno che non ci sarebbe stato più. "Devo dire che era difficile che Giorgio desse responsabilità dirette a noi. C’era sempre lui. Oggi tutti noi ci accorgiamo che abbiamo imparato a essere e decidere. Anche se io, nel mio piccolo mi sono preso tante libertà.. E lui si incazzava: “mi nascondi le cose” diceva. E io gli rispondevo “ma è inutile se so che vanno bene, siamo qui per questo, lasciaci fare".
Poi, purtroppo, è arrivata la malattia. Leo Dell'Orco racconta che quando andava a dormire non sapeva se lo avrebbe ritrovato il mattino seguente. "Ha capito subito che questa volta non ce l’avrebbe fatta. Mi diceva: 'non ho più voglia, non ho più voglia'. E io gli rispondevo 'No, Giorgio, no. Devi essere forte'. È stata dura". Tra le numerose cose positive dell'uomo Armani, della sua grandezza, il tempo che apparentemente non passava mai almeno per i suoi affetti più cari e collaboratori. "Lo trattavamo come fosse quell’uomo quarantenne che prendeva in mano il mondo. Devo dire che è stato un bene per tutti, perché ci ha permesso di accompagnarlo sino alla fine senza cambiare nulla nel suo rapporto con lui".
Come è cambiata l'azienda
Quando capita che a Dell'Orco qualcuno possa domandargli come proseguirà l'attività senza Armani, risponde che "ci siamo Silvana per la donna e io per le collezioni uomo. Lui lo ha deciso. Non senza chiederlo, sempre: "Anche se sei a posto: ce la fai Leo? Ti diverti?'. “Certo, tranquillamente", gli rispondevo.
"Silvana ha avuti momenti di titubanza ma poi ha preso la sua strada con grande determinazione, si è resa responsabile; vuole fare vedere che c’è e che può farcela da sola. E sarà così. Dialoghiamo anche fra di noi, parecchio, come facevamo con Giorgio, anche con la nostra moda".