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Ora Conad scarica Pucci, lui: "Non faccio più ridere?"

L'azienda rinuncia all'ingaggio del comico per il suo evento. Lui pubblica la mail sui social: "Ma nemmeno una spesa come rimborso?"

Ora Conad scarica Pucci, lui: "Non faccio più ridere?"
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Non ha pace, suo malgrado, il comico Andrea Pucci che è stato costretto a fare un passo indietro e rinunciare all’invito di Carlo Conti per co-conduzione del Festival di Sanremo a causa degli haters che sui social hanno anche minacciato, pesantemente, la sua famiglia, ma anche per una certa sinistra che non ha risparmiato dubbi e perplessità dopo la sua chiamata da parte del conduttore della kermesse canora. Adesso, il comico milanese dovrà anche rinunciare a un evento organizzato da Conad al quale era stato invitato.

La Conad rescinde il contratto

Con una Storia sul proprio profilo Instagram nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio, Pucci fa lo screenshot di una mail inviata da parte dell’area comunicazione di Conad, società cooperativa della grande distribuzione organizzata. “Buon pomeriggio, a seguito delle vicende successe negli ultimi giorni a livello mediatico, purtroppo ci vediamo costretti a rinunciare all’ingaggio dell’artista Andrea Pucci al nostro evento aziendale”.

Le motivazioni

Subito dopo, ecco che Conad spiega i motivi del passo indietro. “Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica. La ringrazio comunque per la Sua disponibilità. Cordiali saluti”. Insomma, oltre al danno la beffa: il danno di non poter partecipare a Sanremo e non essere più ospite dell’evento aziendale di Conad. Incredibile, il periodo che attraversa Pucci, nemmeno se avesse commesso chissà quale sfregio o si fosse macchiato di chissà quali colpe.

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L’ironia del comico

Per fortuna, il 60enne comico milanese è uomo esperto e navigato e riesce a ironizzare anche in un momento come questo. “La Conad ha cambiato idea. Ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso? Ahaha” scrive sulla mail che ha condiviso con il pubblico. Pochi minuti dopo, condividendo il nome dell’azienda, in un’altra Storia Instagram prosegue con l’ironia.

“Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l’elemosina”. Assurdo, nel 2026 e in un Paese come l’Italia, che un comico debba subire un trattamento del genere solo per la “colpa” di non essere in linea con le idee di un certo tipo di schieramento politico.

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